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Sapori della campagna
Genova

Sapori della campagna

nullAndrea, Roberto e Sergio, che hanno creduto nel sogno dei loro genitori di riutilizzare una vecchia casa colonica con stalla e fienile, vigneto e uliveto per trasformarla in una trattoria nella quale riproporre la cucina delle nonne. Inizia così la fortunata avventura della famiglia Circella, che nell’arco di vent’anni ha saputo guadagnarsi i più importanti riconoscimenti nazionali, senza mai tradire le proprie origini semplici e popolari che, quasi a sorpresa, hanno permesso alla Brinca di aggiudicarsi un posto tra le migliori trattorie di Italia scelte dal Gambero Rosso” e essere selezionata come “migliore carta dei vini” da Bargiornale, la più prestigiosa rivista del settore. Titoli, questi, che testimoniano anche l’impegno della famiglia nel migliorarsi in quelle che, almeno inizialmente, potevano sembrare delle lacune: pungolato dai sommelier locali che trovavano la carta dei vini troppo povera, Sergio decise, nel 1989, di iniziare a studiare come sommelier, imparando ben presto a conoscere e ad apprezzare vini provenienti da tutta Italia, ed appassionandosi alla ricerca del bicchiere più adatto ad ogni abbinamento.

Poco alla volta, la cantina è cresciuta in qualità e quantità e da brutto anatroccolo si è trasformata in cigno, fino ad essere eletta la migliore d’Italia nel 2001. Nonostante questi successi, “La Brinca” non si è montata la testa, e sull’insegna del locale continua a troneggiare la dicitura “trattoria”, quasi a voler ricordare il forte legame con la cucina tradizionale, riproposta nella sua forma più autentica e genuina, come testimonia il piatto presentato da “mamma Franca”ai lettori del Decimonono: il tradizionale coniglio ripieno alle erbe. Si tratta di un piatto tipico dei ricettari liguri di una volta, di veloce esecuzione ( sempre che a prepararlo sia una mano esperta) ma di sicuro successo. «A insegnarmi a preparare questo piatto è stata la migliore maestra che potessi avere: mia nonna! – afferma entusiasta la signora Franca, che aggiunge:- Le massaie di una volta erano custodi di un sapere gastronomico che veniva tramandato di generazione in generazione e che, grazie al ricordo, ancora oggi è vivo e molto apprezzato».

Ed è proprio la cucina delle nonne il segreto della Brinca: una cucina che finalmente è stata valorizzata anche di fronte ad un grande pubblico composto non solo di appassionati, ma anche di critici e gastronomi, ai quali è stato dimostrato che esiste sì una tradizione regionale, ma soprattutto esiste un’identità gastronomica tipica dell’entroterra chiavarese che si differenzia, per prodotti, storia e cultura, da quella genovese in generale.

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