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Sarabanda: il programma musicale di Enrico Papi

Sarabanda: il programma musicale di Enrico Papi

Sarabanda, il programma condotto dal presentatore televisivo più fastidioso della storia, da Enrico Papi, in fondo non era poi così fastidioso.

Sarabanda, quella trasmissione ci ha accompagnato per ben otto lunghe edizioni, dal 1997 fino al 2004. Quella trasmissisone che inizialmente è stata criticata e derisa, ma che poi adesso manca e che ha segnato un’epoca nel mondo degli show televisivi.

Sarabanda ha aperto la tv a un’epoca di reminiscenza e di rivalutazione della del ruolo della musica. Musica che è diventata protagonista di uno show e che ci ha accompagnato in tutte le case in momenti di ironia e di relax.

La vera faccia di Sarabanda risale all’ 8 febbraio 2002, il giorno in cui la fortuna ha infatti deciso che la concorrente non vedente Valentina Locchi, quella che”le indovinava già tutte da casa” entrasse così nel libro dei campioni, aprendo così la strada ad altri grandi appassionati di musica con altrettanto grandi personalità.

Valentina era arrivata dopo una lunghissima serie di grandi campioni dello show: prima di Velentina c’erano stati Max, il concorrente mascherato e mai smascherato, Allegria, quello he è rimasto un campione per tantissimo tempo e anche di più, e Coccinella, una persona normale, ma che riuscì a portare a casa veramente tantissimi soldi, ma tantissimi.

E chi non si ricorda di Gabriele Sbattella, lo storico “Uomo Gatto”, l’ ex animatore e traduttore e anche interprete con una memoria quasi pazzesca per tutti i brani musicali, quello con una radio al posto del cervello.

Il suo arrivo nella trasmissione, il 12 novembre 2002, fece entrare Sarabanda nella serie degli show “teatro dell’assurdo”, ospitando dei veri e propri casi umani che presto sarebbe diventati personaggi sul web.

Il concorrente quindi diventa l’assoluto protagonista, concorrente che ribalta così le regole del format e che prende il controllo sull’andamento della storia del programma. Un concorrente sovrano.

Quella era un epoca in cui oramai era iniziato il Grande Fratello e in cui le trasmissioni che non si volevano adattare alle dure leggi del reality dovevano in qualche modo presentare un pochino di realismo, o, almeno dimostrare l’interesse di farlo.

Sarabanda è stato, anche in questo, un vero esempio di quelle forme televisive che in futuro avremmo poi chiamato i “talent show” , quelle forme di tv in cui la la peculiarità del personaggio regge tutta una storia creata in base alle sue caratteristiche, e non più il contrario come avveniva fino ad allora.

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