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Intervista: i 99 Posse sono tornati per restare a lungo
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Intervista: i 99 Posse sono tornati per restare a lungo

La telefonata avviene nella classica giornata buia e tempestosa, mentre Marco “Kaya Pezz8” Messina, fondatore assieme a Luca “Zulù” Persico, Massimo Jovine e Sacha Ricci si godono le feste natalizie prima del tour invernale dei 99 Posse.

foto Manolo Di Pilo

Il lungo tour di reunion tra Italia, Inghilterra e Spagna gli ha fatto riscoprire la voglia di scrivere e fare musica assieme. Due anni intensi che hanno permesso di scrivere 14 nuovi brani, mai banali e casuali raccolti nel nuovo album, “Cattivi Guaglioni”. L’antipasto era stato servito su XL con Antifa, una canzone che suona tristemente attuale ancora oggi.
“Dalla reunion sono passati due anni molto intensi. Dopo aver avuto un premier che guardava il culo al premier finlandese siamo arrivati al governo Monti che da un lato è un miglioramento ma non significa che lo sia in generale per i suoi provvedimenti. Purtroppo molti dei nostri testi risultano attuali ancora oggi, ma questo non ci ha tolto la voglia di fare musica nuova, anzi possiamo assicurare che non faremo mai più pause di 8 anni.”

Cominciate subito?
“Dal 20 gennaio fino ai primi di marzo abbiamo le date del tour invernale che potete consultare sul sito o sulla nostra pagina facebook”

Il vostro album spazia come sempre dall’hip hop al punk, al reggae, al jungle…come fate a conciliare i vostri testi alla complessità di una scena musicale complessa come Napoli?

“Certi processi sono naturali.

Quando facciamo musica la nostra cultura fruisce in quello che facciamo. Lo facciamo senza accorgercene, pensa che della nostra Napulì hanno detto che avevamo fatto una versione moderna della Tammuriata Nera. Noi quando l’abbiamo scritta non pensavamo minimamente al canto tradizionale, partivamo da altro, ma alla fine quello che ti porti addosso esce fuori. Non c’è uno stile unico, per noi l’unico stile è avere qualcosa da dire.”

Si perde qualcosa a riguardo nel passaggio da un tipo di musica underground ad una mainstream?
“Certi fenomeni underground vengono ciclicamente saccheggiati dal mainstream, è accaduto al punk e all’hip hop ma anche alla bahaus per citare un altro caso famoso. Prendiamo i Public Enemy. Se la loro musica, fatta anche di denunce diventa mainstream è un bene, ma se accendo la tv e vedo Lil’ Wayne fare hip hop allora è uno schifo. L’importante nelle cose è il contenuto.”

Proprio parlando di contenuti, con i 99 Posse possiamo permetterci di parlare liberamente di tutto.

Che ne pensate del fatto che il Time ha dichiarato il manifestante uomo dell’anno?
“Certe testate cercano di aggregare e tenere sotto controllo i movimenti complessi. Era impossibile non parlarne dopo che in tutto il mondo, da Wall Street a Piazza Tahir passando per Barcellona il 99% delle persone ha cercato di contrastare il mondo delle banche che c’ha portato al collasso e mantiene l’obiettivo di far guadagnare molto a pochi. Occorre trovare un collante per questi movimenti, altrimenti si tratterà di un’esperienza vana.

Il 15 ottobre quel movimento è stato stoppato sul nascere, poco dopo la spallata è arrivata ma non dalle piazze. Cosa ne pensate?
“Noi c’eravamo e siamo testimoni di come il 15 ottobre sia figlio di quello che è successo il 14 dicembre del 2010. Lì qualcuno ha perso la testa ma è anche vero che non possiamo cambiare il mondo senza un contrasto. I governi lucrano ogni giorno sulla pelle delle persone per cambiare le cose, non si fermano mica se piante delle tende davanti ai palazzi del potere, devi anche avere il coraggio di prenderli a calci nel culo.

C’è solo un esempio di rivoluzione pacifica negli ultimi 2000 anni ed è accaduto in India, solo lì è esistita una rivoluzione pacifica. Se pensate ai moti del 1800, alla rivoluzione francese e tutte le grandi rivoluzioni non sono state mai pacifiche, c’è sempre stato bisogno di uno scontro.”

La nostra intervista si chiude qui, non prima di ricordare ai fans e a tutti gli ascoltatori dei 99 Posse che chi non dovesse riuscire ad organizzarsi in tempo per i live dei prossimi mesi, potrà ascoltare la band in giro per l’Italia anche in estate. Le date sono ancora da scrivere ma la certezza è che i cattivi guaglioni saranno in giro. Nell’attesa, gustatevi questo gustoso backstage, presentato all’ultimo festival del cinema di Venezia da Abel Ferrara
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=oGPj4oahzxQ?hd=1&w=640&h=360]

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Francesco Quartararo 665 Articoli
Dottore in Giornalismo per uffici stampa, blogger dal 2005, a breve giornalista pubblicista, si interessa di tutto. Ma anche di più. Lo trovate sempre in giro per Palermo.