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Scandalo Fifa, per Platini chiesta la squalifica a vita
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Scandalo Fifa, per Platini chiesta la squalifica a vita

La notizia è arrivata ieri dalla Francia, tramite il quotidiano Libération: il Comitato Etico della Fifa vorrebbe la squalifica a vita sia per Michel Platini, sia per Joseph Blatter.

All’inizio, si è trattato di una indiscrezione, con Libération che citava “fonti riservate” e che ha indotto tutti alla massima prudenza. Poi, però, ci ha pensato l’avvocato Thibaut d’Ales, legale di Platini, a confermare tutto. Sì, tutto vero: la camera istruttoria del comitato ha davvero chiesto per Platini la squalifica a vita.

La questione ruota per intero attorno alla ormai famosa consulenza che il francese avrebbe reso alla Fifa nel 2011 e che la federazione avrebbe pagato due milioni di dollari. Di quella prestazione sembra non esserci documentazione, come se si fosse voluto tenere nascosto il pagamento, che però è stato effettuato in maniera rintracciabile (e infatti è stato rintracciato). Platini ha sempre detto che è vero che non ci sono né un contratto, né un disciplinare o altro, perché lui aveva al tempo preso accordi verbali con Blatter, quegli accordi che a volte, si diceva, si prendono fra gentiluomini, gente che non ha bisogno di affidarsi ai codici, perché basa il proprio comportamento sull’unico codice davvero valido, quello dell’onore.

Il fatto è che l’appellativo di gentiluomo mal si accosta, almeno in questo momento, dopo la retata di Zurigo e le successive velenosissime rivelazioni sulla gestione del calcio mondiale degli ultimi anni, con la figura dello svizzero Sepp Blatter.

Essendo quest’ultimo l’altro protagonista della vicenda, è chiaro che anche la figura di Michel Platini risulta imbrattata di pari sospetto.

La differenza fondamentale fra un tribunale e l’opinione pubblica, però, risiede anche in questo, e cioè che il primo dovrebbe condannare sulla base di prove certe e non per sospetti, dicerie o antipatie. Nel caso specifico, Platini (e con lui Blatter) sarà sottoposto al giudizio del Comitato Etico per le eventuali implicazioni penali della vicenda, ma la conferma della squalifica, arrivata la scorsa settimana per decisione della Commissione d’Appello, ha aperto la strada per interpellare anche il Tribunale Arbitrale per lo Sport di Losanna (Tas). Ad essere grave, in questo momento, sembra soprattutto il fatto che la Commissione d’Appello, stando a quanto ha dichiarato Platini, non ha ritenuto necessario ascoltare il francese prima di confermargli la condanna. Dando per scontata la correttezza dell’operato della Commissione (è senz’altro così, non può essere che così), resta la sensazione che si voglia fare pulizia nell’ambiente prima delle elezioni per il nuovo presidente Fifa (febbraio 2016). Che questo ambiente, quello dei vertici del calcio mondiale, abbia bisogno di una ripulita appare come un fatto ormai assodato, sebbene le indagini siano ancora in corso.

Che questo ambiente abbia bisogno di una nuova leadership è senz’altro vero, non fosse altro che per il necessario recupero di credibilità. L’importante è essere certi che nel cambiare il vecchio con il nuovo si vada per davvero verso il meglio e che davvero tutto ciò che succederà da qui in avanti sia legittimato dal rispetto delle procedure, delle regole e della correttezza.

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