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Scandalo S. Raffaele, i Radicali denunciarono tutto 34 anni fa
Cronaca

Scandalo S. Raffaele, i Radicali denunciarono tutto 34 anni fa

Marco Pannella ed Emma Bonino probabilmente, ci avevano visto bene 34 anni fa. Era il 1978 quando, in tempi non sospetti, i Radicali denunciarono pubblicamente e, in sede parlamentare, la “gestione mafiosa” del San Raffaele. Una denuncia, alla luce dei fatti, caduta nel vuoto. Eppure, gli elementi per spingere ad indagare a fondo sulla discussa figura di Don Verzé non mancavano. S’incomincia con una sospensione del sacerdote a divinis dalla Curia milanese nel 1973, passando per una condanna, emessa dal Tribunale di Milano, a un anno e quattro mesi di reclusione per tentata corruzione e a un’incriminazione per truffa aggravata nei confronti di Anna Bottero alla quale ha sottratto un appartamento del valore di 30 milioni. Questo però, è solo l’antipasto di quello che sarebbe emerso, dopo oltre 30 anni. L’inchiesta sui fondi neri del San Raffaele, le tangenti, le condanne di corruzione cadute in prescrizione. “Un imprenditore abile e spregiudicato, inserito in ambienti finanziari e politici privi di scrupoli sul piano etico e giuridico-penale”.

Così veniva definito Dov Verzé, nel marzo del 1977, dal giudice del tribunale di Milano, nelle motivazioni della sentenza per aver corrotto Vittorio Rivolta, assessore alla Sanità della Regione Lombardia. Don Verzè, nel giorno dei suoi funerali, si porta dietro un ultimo segreto. Le cause del suo decesso, ufficialmente avvenuto per una crisi cardiaca, nel giorno della messa all’asta della sua creatura, del suo impero. Sono in tanti ad avanzare dubbi sulle reali cause del decesso. Dubbi che resteranno tali, custoditi sotto un metro di terra.

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