Scheletro umano, scioccante ritrovamento nei boschi del Savonese
Scheletro umano, scioccante ritrovamento nei boschi del Savonese
Cronaca

Scheletro umano, scioccante ritrovamento nei boschi del Savonese

scheletro umano

Trovato scheletro umano nel Savonese, forse appartenente ad un uomo la cui scomparsa era stata denunciata quasi un anno fa.

Dei cacciatori, lo scorso 8 novembre, si sono imbattuti in uno scheletro umano mentre giravano per i boschi intorno a Millesimo, in provincia di Savona. Del cadavere restava davvero ben poco, tanto che la sua identificazione è davvero problematica. Le ultime ipotesi sembrano affermare che lo scheletro umana appartenga ad un uomo scomparso da circa un anno, che viveva in una residenza protetta.

Scheletro umano ossa

I cacciatori hanno trovato lo scheletro umano durante una delle loro battute di caccia abituali. Lo spettacolo è stato davvero raccapricciante. Mancava la testa, e quel poco che rimaneva dei vestiti non era sufficiente per identificare il sesso del defunto. I carabinieri, hanno operato i rilievi sul posto, ed hanno informato il pm di turno, Ubaldo Pelosi.
Il medico legale Marco Canepa è stato incaricato di eseguire gli accertamenti autoptici del caso.
Sembra che le ossa ritrovate appartengano ad un uomo scomparso quasi un anno fa, un tale Giuseppe Calandri, 57 anni.

La persona viveva nella comunità terapeutica per malati affetti da disabilità mentali e fisiche Mondored. Le ossa sono state trovate da questi cacciatori durante una battuta di caccia in Valbormida nei boschi di Millesimo, in località Santuario del Deserto.

scheletro umano

Giuseppe Calandri

La scomparsa di Giuseppe Calandri era stata denunciata il 2 dicembre 2016 dalla struttura presso cui viveva. La comunità è situata non lontano dal luogo del ritrovamento dello scheletro umano. Tuttavia questa, per quanto probabile, si tratta di un’ipotesi. Maggiori conferme potranno arrivare dalle ultime verifiche e dai riconoscimenti ufficiali da parte del personale medico di Mondored. Comunque, ad oggi, si tratta dell’eventualità più attendibile. Questa ipotesi è pure rafforzata da alcuni elementi scaturiti presso un primo esame autoptico esterno sullo scheletro. L’esame è stato svolto dal medico legale Marco Canepa presso l’obitorio del cimitero di Zinola a Savona. Il dottore, nonostante le difficoltà tecniche evidenti ed intuibili anche ad un non esperto, è riuscito a stabilire il sesso maschile del soggetto, la corporatura media tendente al robusto e una altezza che oscillerebbe tra il metro e settanta ed il metro e ottanta. Inoltre, è emerso che il defunto soffriva di scoliosi e di una frattura ad un braccio. A ciò va aggiunto il ritrovamento di una pantofola da ospedale, ed i resti di una giacca di pelle. Tutti questi dati coinciderebbero col profilo di Giuseppe Calandri.

Giuseppe Calandri era solito allontanarsi dalla struttura, per poi tornare dopo aver fatto un giretto. Per questo l’uomo era già conosciuto dai carabinieri. Il poveretto soffriva di seri disturbi fisici e mentali. Pare che la famiglia lo avesse parcheggiato nella struttura, per poi dimenticarsene. Ma Giuseppe Calandri era solito chiedere notizie dei figli. Probabilmente, quella volta di fine novembre il paziente si è diretto nei boschi e probabilmente si è perso. Il freddo e l’alluvione avvenuta in quel periodo potrebbero averne causato la morte. Erano state impiegate diverse forze, con tanto di cani, per ritrovare Giuseppe Calandri, senza ottenere risultati.

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