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A giugno lo sciame meteorico delle Tauridi solcherà i cieli terrestri

Per la gioia degli astronomi, questa volta il passaggio dei bolidi avrà la particolarità di essere il più ravvicinato da oltre quarant'anni.

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Il mese prossimo la Terra sarà interessata dal periodico passaggio dello sciame meteorico delle Tauridi. Questa volta però, il passaggio dei bolidi avrà la particolarità di essere il più ravvicinato da oltre quarant’anni a questa parte. Una buona occasione per il astronomi di tutto il mondo per capire se le caratteristiche dello sciame possano comportare il rischio di un impatto potenzialmente pericoloso con il nostro pianeta.

L’ipotesi di un bombardamento regolare

Come spiegato dagli astronomi canadesi David Clark, Peter Brown e Paul Wiegert, della University of Western Ontario, l’evento di giugno sarà il momento migliore per cercare ogni potenziale segno di rocce grandi e pericolose: “Nel prossimo mese, faremo il passaggio più ravvicinato al centro dello sciame delle Tauridi, il più vicino dal 1975.

Quindi per la prima volta con i moderni strumenti, possiamo effettivamente verificare l’ipotesi che ci sia tutto questo materiale molto denso, che ospita oggetti di dimensioni di decine e centinaia di metri, guardando in quel centro”.

Ad oggi la maggioranza dei bolidi di grandi dimensioni, tali da provocare gravi danni in caso di impatto sulla Terra, ha origine da due zone distinte del Sistema Solare. Queste zone sono la cosiddetta fascia degli asteroidi posta tra Marte e Giove e la fascia di Kuiper, oltre l’orbita di Plutone. Tuttavia sempre Clark prosegue dicendo che anche nello sciame delle Tauridi potrebbero celarsi rocce altrettanto pericolose: “Lo sciame delle Tauridi è una cosa totalmente diversa. Si sospetta che abbia oggetti relativamente grandi, da 100 metri a 1 chilometro… e sono ammassati, quindi non colpiranno in momenti casuali.

C’è il potenziale per un bombardamento regolare. Questo cambia del tutto le statistiche, sia per la probabilità di essere colpiti da qualcosa sia per la distribuzione. È un martellamento regolare”.

I precedenti in Russia

Il gruppo di Clark, Brown e Wiegert è inoltre convinto che possa far parte delle Tauridi anche il celebre evento di Tunguska del giugno 1908. All’epoca, sopra i cieli della Siberia orientale, una gigantesca roccia meteorica larga 37 metri e pesante 100 tonnellate esplode appena entrata a contatto con l’atmosfera terrestre, rilasciando un’energia mille volte superiore quella delle bomba atomica di Hiroshima.

Facendo invece un paragone con un evento dagli effetti più contenuti, non è possibile non citare la meteora che nel febbraio del 2013 solcò i cieli della città russa di Čeljabinsk. In quel caso dopo l’esplosione, il bolide provocò il ferimento di circa 1.500 persone e il danneggiamento di 7.000 edifici.


Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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