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Sommergibile russo emette radiazioni 800.000 mila volte sopra la media
Scienza & Tecnologia

Sommergibile russo emette radiazioni 800.000 mila volte sopra la media

sommergibile radiazioni
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Il sommergibile Komsomolets si incendiò il 7 aprile 1989 e affondò a largo della Norvegia causando la morte dei 42 membri dell'equipaggio.

Un sommergibile nucleare russo è affondato nel mare a largo della Norvegia nel 1989, ma da quel momento emette ancora radiazioni. Alcuni ricercatori norvegesi e sovietici, infatti, hanno realizzato alcuni esperimenti e controlli constatando la presenza di radiazioni non pericolose per l’uomo e per i pesci.

Le radiazioni del sommergibile

Komsomolets è il sommergibile sovietico che giace sul fondo del mare da ormai 30 anni. L’incidente risale al 7 aprile 1989, quando il sommergibile affondò causando la morte dei 42 membri dell’equipaggio. Si tratto, inoltre, di un incendio divampato a bordo. Il relitto si trova a circa 1.700 metri di profondità ed è monitorato costantemente dai ricercatori. Ogni anno, infatti, vengono effettuate immersioni per verificare lo stato del relitto e la sua radioattività. Nel 2019, però, è avvenuto il primo controllo con un veicolo radiocomandato: il ‘Aegir6000’. Grazie a questa tecnologia gli studiosi hanno prelevato dei campioni da analizzare in profondità. Ad effettuare i prelievi dei campioni è stata l’autorità norvegese per la sicurezza nucleare e atomica.

Inoltre, hanno constatato la presenza di radiazioni fino a 800.000 volte superiori alla norma. Il leader della spedizione, Hilde Elise Heldal dell’Istituto Norvegese di Ricerca Marina, riferisce “Si tratta ovviamente di un livello più alto di quello che misuriamo di solito in mare, ma i livelli che abbiamo trovato non sono allarmanti. I livelli di radioattività si diradano rapidamente a queste profondità e ci sono pochi pesci nell’area“.

Le analisi dei campioni

Secondo quanto riferisce il Moscow Times, sono stati esaminati tre campioni e quello che ha riscontrato maggiori radiazioni è stato prelevato vicino a un buco per l’aerazione. Secondo gli scienziati, inoltre, questo buco si troverebbe a contatto con il reattore del relitto e questa contaminazione potrebbe uscire a intermittenza.


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Laura Pellegrini
Classe '98, cresciuta condividendo il sogno del padre. Veronese di origini, ma milanese acquisita. Da sempre curiosa e attenta ai fatti di attualità, spera di costruirsi (in futuro) un nome nel giornalismo politico. L'ambizione è quella di lavorare nelle istituzioni europee, ma per ora prosegue gli studi di Comunicazione e Società all'Università di Milano.
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