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Sito Inps hackerato: malfunzionamento o vero attacco?

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Troppe richieste per il bonus da 600 euro hanno causato un data breach del sito Inps, non è chiaro se sia stato hackerato o meno.

Inps, sito hackerato?
Il sito dell'Inps è stato hackerato o si tratta di un malfunzionamento?

Secondo Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, il loro sito è stato hackerato e per questo motivo si è verificato un data breach davvero grave, che ha esposto i dati sensibili di numerosi utenti. Il fatto si è verificato a seguito di diversi malfunzionamenti causati dal numero di richieste da parte degli utenti.

Il sito Inps è stato hackerato?

Tutto è iniziato oggi, 1 aprile 2020, giornata in cui è possibile richiedere il bonus di 600 euro previsto dal DL Cura Italia per professionisti, artigiani e commercianti. A partire dall’una di notte fino alle 8,30 circa di mattina, il sito web dell’Inps ha registrato almeno 300mila domande, finché non ha ceduto.

Sono quindi iniziati i problemi di accesso per via del traffico sul dominio, ma fin qui niente di straordinario. Il caso eclatante riguarda invece il data breach che si è verificato durante il tentativo di log in per alcuni utenti.

Per completezza di informazione, per data breach si intende la diffusione involontaria di dati sensibili, che in questa occasione si sospetta conseguenza di un hackeraggio.

Dati sensibili esposti

In parole povere, alcune persone si sono ritrovate nella pagina utente di altre, dov’erano presenti informazioni personali. Le segnalazioni sono state innumerevoli, ma potrebbe in realtà trattarsi di un malfunzionamento e non di un attacco.

Generalmente, infatti, gli hacker violano i sistemi per poter recuperare dati personali, non diffonderli ad altri come in questo caso. Forse è un problema legato alla progettazione del sito, fatto sta che per il momento quello Inps ha chiuso i battenti e sono in corso delle verifiche per stabilire quale sia stato l’accaduto.

Un problema legato al traffico?

Mentre il portale tentava di reggere le interrogazioni, è possibile che qualche gestore abbia deciso di modificare la cache per poter memorizzare alcune pagine ed evitare un blocco totale.

Queste, erano troppe oppure associate alle utenze sbagliate, ma è solo un’ipotesi.

“Vale oggi anche per noi l’appello fatto per gli ospedali: non serve correre tutti insieme, le prestazioni appena attivate non finiscono, perché il Governo ha già assicurato che verranno rifinanziate con il nuovo decreto di aprile”, ha dichiarato Pasquale Tridico.

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Appassionata di lingue straniere e giornalismo, ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine. Le sue grandi passioni sono il fitness e l'equitazione, lo spettacolo, i viaggi, la fotografia e la natura.


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Cecilia Lidya Casadei

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Appassionata di lingue straniere e giornalismo, ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine. Le sue grandi passioni sono il fitness e l'equitazione, lo spettacolo, i viaggi, la fotografia e la natura.

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