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Coronavirus, come funziona l’app italiana per il tracciamento?

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Arriverà a breve la nuova applicazione italiana per il tracciamento dei positivi nella lotta contro il coronavirus: come funziona?

coronavirus app tracciamento
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La ministra dell’Innovazione Paola Pisano ha presentato la nuova app per il tracciamento contro il coronavirus: si chiamerà “contact tracing”. “L’applicazione”, ha spiegato la ministra “non ha l’obiettivo di geolocalizzare, ma quello di ricostruire gli eventuali contatti fra persone“.

Grazie all’utilizzo del bluetooth, questa nuova tecnologia permette di evidenziare la prossimità dei cittadini a persone infette. Perché funzioni al meglio, però, occorre almeno un 60% di persone che la scarichi. “L’obiettivo – ha proseguito Pisano – è ridurre le possibilità di contagio, ma non sarà una sola applicazione a risolvere tutto. L’applicazione è parte di un sistema integrato del quale i protagonisti saranno inevitabilmente aspetti non tecnologici”.

Coronavirus, l’app per il tracciamento

La Lombardia ha già reso disponibile la sua app per il tracciamento nella lotta contro il coronavirus, ma a breve verrà lanciata anche quella nazionale. Sulla scia dell’esperienza di Singapore, anche il governo italiano si prepara a lanciare un nuovo metodo per tracciare la vicinanza dei cittadini e gli eventuali contatti con persone positive al Covid-19. L’applicazione, ha precisato la ministra Pisano, “non ha l’obbiettivo di geolocalizzare”, bensì quello di registrare segnali di vicinanza in forma anonima utilizzando bluetooth e Wi-fi.

in questo modo sarà possibile avvertire i cittadini che entrano in contatto con una persona risultata positiva.

Come funziona

L’applicazione per il tracciamento, nel momento in cui viene scaricata, richiede al cittadino tre informazioni fondamentali. Qual è il dispositivo con il quale la persona è entrata in contatto con un’altra, a che distanza e per quanto tempo.

Qualora una persona fosse risultata positiva al coronavirus, l’operatore medico (con l’autorizzazione del cittadino) invierebbe con un codice identificativo anonimo un messaggio di allerta a tutti coloro che sono entrati in contatto con il paziente infetto. tuttavia, il limite di questa tecnologia è proprio la volontarietà.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Vareno Boreatti
10 Aprile 2020 00:15

mi sembra che dopo 20000 morti si potrebbe togliere la “volontarietà”. se uno in questo frangente non vuole essere tracciato può andare in Olanda e restarci.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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