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Instagram, richiesta la carta d’identità contro i profili fake

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Instagram contro i profili fake decide di chiedere la carta d'identità agli utenti sospetti

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Instagram decide di introdurre la richiesta di carta d’identità per contrastare i profili fake. La piattaforma continua la sua crociata contro gli account falsi e i bot. Si parla di decine di milioni di profili nuovi, creati appositamente per le agenzie specializzate e dai fornitori nel mondo, per mantenere attivi gli account.

I social fanno molta fatica a tenere sotto controllo questo problema. Instagram ha iniziato a chiedere la carta d’identità ai suoi utenti, almeno a quelli più sospetti, per verificare i profili.

Instagram contro i profili fake

Lo scopo dell’applicazione non è scatenare un’azione poliziesca a tappeto, ma semplicemente cercare i profili falsi, che possono danneggiare la piattaforma.

Vengono controllati i profili con pochi contenuti, pochi follower, utenze seguite da Paesi diversi rispetto a quello in cui sono registrati o che mostrano un atteggiamento finto, con un tasso di attività praticamente nullo e segnali di automazione delle azioni. A questi account verrà richiesta la carta d’identità e se un profilo non fornirà i documenti potrebbe subire delle forti penalizzazioni, come una minore circolazione dei propri contenuti. Può sembrare una conseguenza minima, ma visto che questi proli servono ad aumentare il traffico potrebbe comportare altre conseguenze più gravi.

Il provvedimento di Instagram è molto serio. Business Insider ha fatto notare cosa potrebbe succedere agli account che non sono associati ad un nome chiaro e solleva problematiche associate alla privacy per i profili coinvolti in proteste contro governi o nell’attivismo internazionali, che sarebbero a quel punto costretti a rivelare la propria identità. Instagram accetta la carta d’identità, la patente di guida, il passaporto, il certificato di matrimonio, l’assicurazione della macchina, i documenti di soggiorno, il codice fiscale, la scheda elettorale.

Ogni documento di riconoscimento va bene, compresi la tessera della biblioteca, la pagella scolastica, la carta di credito o gli abbonamenti. L’importante è che siano ben chiari i dati.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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