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Covid, lo studio – perché le scuole non sono focolai?

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Lo conferma uno studio pubblicato sulla rivista Nature. Le scuole non focolai per la diffusione del Coronavirus.

scuole non sono focolai
scuole non sono focolai

Le scuole sono focolai di diffusione dei contagi? No secondo uno studio pubblicato sulla nota rivista Nature. Secondo questo studio infatti non si sarebbe assistito ad un aumento dei casi esponenziale. Il motivo risiederebbe nel fatto che i bambini più piccoli sarebbero meno propensi oltre che a contrarre il Coronavirus, anche a diffonderlo.

Diversamente, man mano gli studenti crescono le possibilità di rimanere contagiati aumentano. “È improbabile che i bambini piccoli diffondano il virus, ma i grandi sono più a rischio”, hanno dichiarato a questo proposito gli scienziati.

Ancora non è chiaro come possa accadere tutto ciò. Proprio su questo dettaglio gli scienziati starebbero cercando di fare luce. Eppure l’analisi di alcuni dati potrebbero arrivare a convalidare la ricerca. Se consideriamo ad esempio la realtà italiana ad esempio, 1.212 scuole su un totale di 65.000 che hanno riaperto, hanno avuto dei focolai al loro interno.

Il dato tuttavia che balza all’occhio è il 93% dei casi nei quali è stata riscontrata soltanto un’infezione. Infine per quanto riguarda le scuole superiori, in una soltanto è risultato un gruppo di 10 persone contagiate. Un dato quindi che potrebbe farci riflettere su una minore incidenza del virus sui bambini o comunque su persone di età inferiore ai 14 anni.

Perché le scuole non sono focolai

Lo conferma uno studio condotto da un team di scienziati e pubblicato sulla rivista Nature.

Le scuole potrebbero non essere un luogo pericoloso di propagazione dei contagi. Questo sarebbe dovuto, sostengono gli scienziati ad una minore incidenza del virus e su bambini e ragazzi con età inferiore ai 14 anni. Nella ricerca tuttavia, non è stata fatta ancora chiarezza su come ciò possa accadere e come mai le persone adulte sarebbero più esposte. Non solo. Se possiamo dire che fino ai 14 anni ci sarebbe una minore possibilità rimanere contagiati, dall’altra parte è altrettanto vero che già in età adolescenziale si inizia via via a diventare più esposti.

Il potenziale di trasmissione aumenta con l’età e gli adolescenti hanno la stessa probabilità di trasmettere il virus degli adulti. Gli adolescenti e gli insegnanti dovrebbero essere al centro delle misure di contenimento, come indossare maschere o tornare alle lezioni online quando la trasmissione nella comunità è alta”, hanno detto a questo proposito gli scienziati.

Classe 1989, laureata in Lingue per il turismo e il commercio internazionale, gestisce il blog musicale "432 hertz" e collabora con diversi magazine.


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Valentina Mericio

Classe 1989, laureata in Lingue per il turismo e il commercio internazionale, gestisce il blog musicale "432 hertz" e collabora con diversi magazine.

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