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Il controllo di processo industriale può essere adattato alle tecnologie sanitarie?

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In ambito sanitario c'è un sempre maggiore impiego dell’automazione, ma anche un più ampio spazio alla robotica e all’intelligenza artificiale.

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L’automazione, come soluzione per implementare e gestire i processi sia organizzativi che distributivi, si sta estendendo anche al settore sanitario. Tuttavia, il concetto non è così recente come si potrebbe immaginare. Basti pensare che il termine “automation” fu introdotto per la prima volta negli anni Quaranta dall’imprenditore statunitense John Diebold, riferendosi al largo impiego di apparecchiature automatiche nel settore della produzione automobilistica. Nei decenni successivi, mezzi e procedimenti tecnici automatizzati sono entrati a far parte integrante di impianti industriali di altri settori e servizi, quali industrie manifatturiere e di processo, domotica, servizi logistici e di trasporto, nel campo militare oltreché in ambito sanitario – sia ospedaliero che domiciliare.

Automazione e gestione dei processi sanitari

Non soltanto in merito alla gestione della catena di produzione ed alla logistica: il nuovo concetto di automazione in campo sanitario punta ad una completa automazione dei processi. Ovvero, nell’ambito di ciascuna azienda ospedaliera, i flussi logistici provenienti dai reparti – come le richieste di farmaci, dispositivi medici e di protezione individuale – potrebbero essere guidati da un sistema centrale di controllo collegato ai sistemi logistici manuali ed automatici. Ciò al fine di coordinare, monitorare ed organizzare le richieste, ad iniziare dai magazzini. L’automazione di simili processi può notevolmente incrementare l’efficienza logistica, dal momento che ciascuna esigenza dei reparti verrebbe direttamente inoltrata e gestita senza disperdersi in passaggi intermedi, con una esecuzione molto più rapida. Si tratta di un panorama innovativo che è stato discusso in ambito manageriale e logistico nel settore della sanità italiana, illustrato dai rappresentanti di aziende come Infolog SpA e Becton Dickinson Rowa Italia Srl.

Ulteriore soluzione automatizzata logistica riguarderebbe la distribuzione del farmaco, non soltanto come singola confezione ma come specifica dose per il singolo paziente. “Queste soluzioni, che vengono indicate come PPC, Pouch Packaging Center, servono per distribuire i farmaci in monodose con etichettatura specifica per il singolo paziente, dunque riportando la tipologia di prodotto, la giornata, la fascia oraria in cui il farmaco deve essere assunto e così via.

In questo modo non si distribuisce più il semplice farmaco, ma l’intera terapia di cui questo fa parte. Se consideriamo il settore delle patologie croniche, che richiedono terapie multiple, con questa soluzione si possono anche assemblare le varie prescrizioni, mettendo insieme i farmaci da prendere insieme nei diversi orari della giornata. Evidentemente si semplifica l’esperienza del paziente, con effetti positivi su un parametro fondamentale in farmacia: l’aderenza terapeutica” – sostiene Daniele Tomasello, Key account manager di Becton Dickinson Rowa Italia Srl. “I benefici in termini di aderenza terapeutica si sposano così con quelli di efficienza logistica, perché ogni paziente riceverebbe solo ed esclusivamente la quantità di farmaco da assumere, evitando così lo spreco di materiale, cosa che oggi pesa inutilmente sui bilanci sanitari”, aggiunge Tomasello.

Come avviene il controllo automatizzato dei processi industriali

Nei settori industriali e nei servizi vengono utilizzati sistemi PLC e HMI per l’automazione ed il controllo. I regolatori logici programmabili (PLC) agiscono come un cervello digitale dei sistemi automatizzati. Tali dispositivi o sistemi digitali elettronici utilizzano una memoria programmabile con istruzioni e informazioni finalizzate ad eseguire determinate funzioni per la gestione di macchine e processi, sulla base di un linguaggio di programmazione che non richiede ai tecnici avanzate competenze informatiche.

Un PLC è in grado di operare con elevata affidabilità anche in un ambiente gravoso, risolvendo problemi di controllo e automazione. Il sistema consente alle industrie di raggiungere un livello qualitativo costante ed elevato nella produzione, offrendo la flessibilità necessaria alle mutevoli esigenze di mercato. Le nuove generazioni di regolatori logici programmabili stanno assumendo anche caratteristiche di supervisione, grazie alla possibilità di comunicare con altri PLC e computer, effettuando analisi di tutti i dispositivi che compongono l’impianto.

L’unico intervento umano sui PLC riguarda proprio la programmazione, trattandosi di sistemi non dotati di un’apposita interfaccia uomo macchina (HMI) che permetta l’elaborazione in tempo reale delle informazioni destinate ad un operatore umano.

Il futuro prossimo della tecnologia sanitaria

Le prospettive in ambito sanitario si stanno rivolgendo sempre più verso un maggiore impiego dell’automazione, ma anche ad un maggiore spazio alla robotica e all’intelligenza artificiale. Nel mondo ospedaliero le soluzioni automatizzate si stanno già facendo strada, per via dei rilevanti vantaggi nella logistica dei materiali. Per ciò che riguarda la robotica, si profilano numerose ed importanti applicazioni – come il trasporto di alimenti e dispositivi medici nelle corsie e la logistica interna alle farmacie ospedaliere.

Robot dinamici progettati per collaborare e condividere lo stesso spazio del personale sanitario in condizioni di elevata sicurezza, operando anche al di fuori dell’ambito dei magazzini e della distribuzione farmaceutica, potranno essere stabilmente utilizzati nel prossimo futuro anche nelle corsie delle aziende ospedaliere. Ne è un esempio l’Ospedale di Circolo di Varese, dove dal 27 marzo scorso sono stati “assunti” sette robot Omitech – realizzati gratuitamente da un’azienda veneta – per monitorare la saturazione, la frequenza cardiaca e respiratoria dei pazienti affetti da Covid-19 e sopperire in parte alla carenza di infermieri e medici.

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