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Togliere brevetti a case farmaceutiche serve davvero per avere più vaccini?

Le dosi del vaccino scarseggiano: togliere i brevetti alle aziende che lo producono potrebbe essere una soluzione per averne di più.

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Le dosi del vaccino contro il Coronavirus scarseggiano in molti Paesi del mondo. Le case farmaceutiche, infatti, non stanno riuscendo a rispettare le tempistiche di distribuzione previste dai contratti. È per questa ragione che gli esperti stanno cercando delle soluzioni al problema.

Una potrebbe essere quella di privare le aziende dei brevetti.

I brevetti dei vaccini anti-Covid

Le aziende che hanno creato i vaccini contro il Coronavirus ne detengono i brevetti, ovvero ne gestiscono il monopolio. In pratica ciò significa che sono le uniche a poterli produrre, utilizzare e vendere per molti anni. Da un lato le case farmaceutiche ottengono un ricavo economico sicuro, ma dall’altro le tempistiche di produzione si allungano.

In virtù della scarsità delle dosi, in tanti hanno pensato alla possibilità di espropriare i brevetti oppure di autorizzare la produzione sotto licenza. Affidare a più soggetti la realizzazione dei vaccini, infatti, semplificherebbe l’iter e permetterebbe di rispondere all’alta richiesta.

I dubbi

In merito all’espropriazione dei brevetti, tuttavia, esistono alcuni dubbi. Una mossa di questo tipo, infatti, potrebbe nel medio-lungo periodo avere importanti ripercussioni sul settore farmaceutico.

Al momento, dunque, le aziende non sembrerebbero essere intenzionate a farlo. Per ottenere nuove dosi, dunque, bisognerà attendere che l’Ema autorizzi la distribuzione dei vaccini che non hanno ancora ottenuto il via libera.

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