Sciopero dei tassisti il 23 gennaio - Notizie.it
Sciopero dei tassisti il 23 gennaio
Economia

Sciopero dei tassisti il 23 gennaio

Protesta dei tassisti
Protesta dei tassisti

Il variegato mondo delle corporazioni, vera e propria piaga che affligge il nostro paese, è sul piede di guerra. A far rullare i tamburi è il ventilato progetto governativo sulle liberalizzazioni che entro pochi giorni dovrebbe andare a cercare di rimuovere le incrostazioni formatesi in una serie di settori che hanno portato al dispiegarsi di una serie di posizioni di privilegio a detrimento dei consumatori e di chi avesse voglia e capacità di misurarsi col mondo delle professioni in questione. I primi a rompere gli indugi, sono stati i tassisti, che hanno dichiarato lo stato di agitazione della categoria, che vedrà il suo culmine, nel breve periodo, nello sciopero del 23 gennaio. Il progetto di legge che dovrebbe essere emanato dal governo, prevede infatti che per aumentare le macchine in strada, si vada nella direzione che era stata prospettata dalla commissione guidata da Pitruzzella, con la quale si consigliava di dare ad ogni tassista una licenza aggiuntiva che questi potrebbe rivendere o affittare, limitando o neutralizzando il danno che potrebbe derivare dalla concessione di nuove licenze.

Il disegno del governo è chiaro: in questo modo si avrebbe un raddoppio delle macchine e i tassisti che hanno pagato la loro licenza non avrebbero di che lamentarsi di un danno economico che diventerebbe molto limitato. Qualora essi andassero ad insistere nel loro atteggiamento di chiusura, si metterebbero contro una opinione pubblica stanca dell’andazzo di un settore che ormai da decenni sfrutta alla grande la propria posizione di rendita muovendosi come una lobby e facendosi scudo dei rapporti con alcuni settori del mondo politico, in particolare di quei settori del PDL provenienti dal sottobosco della defunta Alleanza Nazionale che anche in questi giorni hanno fatto capire per chi batta il loro cuore. Alla faccia della retorica su meritocrazia e libertà.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche