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Scommesse: Santoni nega la combine di Atalanta-Piacenza

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Gervasoni

Tutti contenti e versioni dei pm puntualmente ribaltate.

Lo scenario degli interrogatori della Procura Federale nell’ambito dell’inchiesta-scommesse non cambia neppure venerdì, giornata che doveva essere cruciale ma spogliata di gran parte dei suoi significati dalla richiesta di rinvio a venerdì prossimo dell’interrogatorio di Cristiano Doni. Il capitano atalantino, al pari di Gervasoni, Corvia e Santoni, non era stato ancora sentito dalla procura di Cremona ma il differimento dell’audizione aumenta le possibilità riguardo a versioni “concordate” con gli altri indagati.

Punto a sfavore di un impianto accusativo che comunque sembra reggere, a dispetto delle dichiarazioni degli indagati.

Perché se Gervasoni (nella foto all’uscita dagli uffici di Palazzi) non ha aperto bocca dopo le due ore di interrogatorio lasciando spazio al suo avvocato Filippo Andreussi che, secondo copione, ha definito la giornata “molto positiva, ma non possiamo aggiungere altro”, addirittura raggianti sono parsi Corvia e l’avvocato Del Re. “Daniele ha chiarito definitivamente la sua posizione davanti alla giustizia sportiva e ritengo che da questo momento si possa considerarlo fuori dall’inchiesta”.

Durante i sessanta minuti di audizione l’attaccante del Lecce ha fornito la propria versione, chiamandosi fuori da ogni addebito, chiarendo la natura dell’esposto presentato alla Figc il 16 maggio e confermando di non conoscere Erodiani. Ma da Cremona giungono notizie opposte perché il pm Di Martino aveva parlato giovedì di “risultati favorevoli all’inchiesta” dagli accertamenti sull’iphone di Paoloni, da cui si dovrà capire se il portiere del Benevento avesse davvero finto di essere Corvia e Quadrini durante i contatti in Skype con Erodiani per combinare alcune partite.

Ma una domanda sorge spontanea: perché Corvia è stato chiamato a testimoniare e Quadrini no?

Cade dalle nuvole pure Nicola Santoni, messo alle strette riguardo alla confessione di Parlato sull’incontro al casello di Parma e la consegna di 40.000 euro quando Atalanta-Piacenza era ancora in corso ma, essendosi già consumato l’Over, la partita aveva già originato la “vincita”. “Quei denari servivano ad altro, e comunque la cifra era molto più bassa”. A cosa servissero l’ex portiere l’avrà sicuramente detto ai collaboratori di Palazzi, sperando di essere stato molto convincente perché, come noto, in sede sportiva l’accusato deve provare la propria innocenza partendo da un assunto di colpevolezza. Intanto sono stati annullati gli arresti domiciliari a Buffone, revocato l’obbligo di firma per Parlato mentre Paoloni è stato trasferito a Civitavecchia con obbligo di firma e dimora: il gip Salvini non ci vede ancora chiaro sull’ex portiere della Cremonese.

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