×

Scontri di piazza in Albania

A Tirana oltre 20mila persone hanno partecipato a una protesta contro il governo conservatore del primo Ministro Sali Berisha. La manifestazione, indetta dall’opposizione per chiedere elezioni anticipate, è degenerata in uno scontro violento con centro la sede del governo. La polizia è intervenuta con gas lacrimogeni e autopompe, ed è stata colpita da sassi e vari oggetti.

Ci sono già tre civili morti, venti manifestanti e diciassette poliziotti feriti. Sami Koceku, un medico dell’ospedale militare dichiara alla televisione albanese: “Le ferite indicano che almeno due sono stati uccisi a bruciapelo da pistole di piccolo calibro … Erano già privi di vita quando sono stati portati qui”.
Nel momento di massima tensione i manifestanti hanno superato il cordone eretto dalle forze dell’ordine intorno al palazzo del governo, oltrepassando la cancellata e sparpagliandosi nei giardini, dove hanno dato fuoco a diversi alberi.

Il Capo di Stato albanese Bamir Topi ha rivolto un appello alla calma: “Tutte le forze politiche devono tranquillizzare i manifestanti e garantire il ripristino dell’ordine pubblico dando sostegno alle forze di polizia”.

Il dirigente dell’opposizione socialista, nonché sindaco di Tirana, Edi Rama ha affermato: “Non vogliamo prendere il potere con la forza e senza elezioni … Il governo deve dare le dimissioni e aprire la strada a nuove elezioni (legislative) anticipate.

È la sola soluzione per far tornare il Paese alla normalità”. Il primo cittadino ha anche accusato il governo di aver effettuato “provocazioni nei confronti della pacifica protesta dei cittadini”; in risposta, un esponente del Partito Democratico di Berisha, Mesile Doda, ha definito la guerriglia urbana di oggi un tentativo di golpe, puntando il dito proprio contro Rama.
Il suo partito non ha mai riconosciuto la vittoria di Berisha nelle elezioni del giugno 2009, denunciando brogli. La scorsa settimana si era dimesso il vice-primo Ministro Ilir Meta per uno scandalo di corruzione, rivelato dalla trasmissione “Fiks Fare” (la “Striscia la Notizia” albanese). Il video mostrato dalla trasmissione ritraeva il vice primo Ministro (e Ministro dell’Economia) Meta insieme all’ex Ministro Dritan Prifti in una conversazione in cui contrattavano le direttive per la concessione degli appalti a chi aveva versato le tangenti.

Meta dichiarava di aver ricevuto circa 700mila euro in tangenti; dopo queste rivelazioni, è stato costretto a dimettersi. I socialisti avevano così indetto una manifestazione contro il governo e contro il premier Berisha.

A causa della corruzione, l’anno scorso l’Unione Europea aveva rifiutato la candidatura dell’Albania, richiedendo il rispetto di un’agenda con dodici punti.

Leggi anche