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Scontro tra nave e barca migranti: decine di morti a largo della Tunisia

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E' di diverse vittime il bilancio di uno scontro avvenuto tra una nave tunisina e una barca al bordo della quale c'erano una settantina di migranti.

E’ di diverse vittime il bilancio di uno scontro avvenuto al largo della Tunisia tra una nave tunisina e una barca al bordo della quale c’erano una settantina di migranti. A rendere nota questa notizia è stato nel corso di questa mattina il Ministero dell’Interno di Tunisi.

Secondo le prime ricostruzioni di ciò che è avvenuto, sembra che il barcone pieno di migranti stava trasportando almeno settanta persone, fino a quando non è stato speronato da una nave da guerra di nazionalità ancora da chiarire.

Morti diversi migranti

Una nave tunisina e una barca con a bordo numerosi migranti (almeno una settantina) sono entrate in contatto al largo della Tunisia. Secondo quanto è stato raccolto fino a questo momento, sono diverse le persone che hanno perso la vita a causa di questa collisione.

A riportare tale notizia è stato il Ministero degli Esteri di Tunisi.

Secondo una prima ricostruzione di ciò che è avvenuto, pare che il barcone pieno di migranti stava trasportando almeno settanta persone. Fino a quando è stato speronato da una nave da guerra, la cui nazionalità è ancora da stabilire con certezza.

Fermate cinque persone

Nelle ore precedenti all’incidente, le le forze dell’ordine tunisine avevano fermato cinque giovani con un’età compresa tra i quindici e i venticinque anni.

I giovani stavano raggiungendo in auto le isole Kerkennah, ovvero la zona in cui partono molte “barche fantasma” che sono poi dirette verso le coste siciliane.

Il Ministero degli Interni della Tunisia ha comunicato attraverso una nota che ai giovani sono stati sequestrati almeno 8900 denari. Soldi con i quali evidentemente erano intenzionati a pagare il viaggio e probabilmente avrebbero utilizzato anche per le prime spese una volta raggiunta l’Europa.

Nel frattempo, in un’altra operazione parallela sono stati fermati altri dodici giovani, che erano in procinto di salpare dalle coste di Sidi Mansour (Sfax). L’accusa a loro rivolta è quella di tentata emigrazione clandestina. Gli inquirenti hanno sequestrato a questi ragazzi una somma intorno ai dodicimila denari.

Gli sbarchi fantasma

E’ notizia di qualche giorno fa quella che parla di quelli che sono stati definiti come “sbarchi fantasma”. L’associazione “Mare Amico” ha parlato di almeno una ottantina di sbarchi sulle coste di Agrigento a partire dallo scorso giugno con piccole imbarcazioni che trasportano dalle venti alle cento persone.

Persone che approdano in Italia di notte o all’alba, con l’obiettivo di non essere intercettati. Chi arriva dalla rotta Tunisia-Sicilia, infatti, non ha diritto a chiedere la protezione internazionale. Ma invece è destinato all’espulsione. In realtà, coloro che sbarcano da questa rotta sanno di avere buone chance di non essere rimpatriato nel caso in cui non venissero riconosciuti e identificati.

La maggior parte dei migranti che riescono a sbarcare si dirigono verso la stazione di Agrigento. Per poi sparire completamente nel nulla, chissà dove. Un fenomeno che sta preoccupando molto i sindaci delle zone in cui avvengono gli sbarchi. Il timore è quello che tra coloro che riescono ad arrivare in Italia si possa nascondere qualcuno legato in qualche modo al mondo del terrorismo.

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