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Scuola, i presidi smentiscono il ministro Bianchi sulle classi in DAD: i dati

Il ministro Bianchi ha dipinto un quadro troppo roseo del rientro a scuola: i presidi mostrano in netto aumento i numeri per la dad.

scuola dad

Il ministro Bianchi ha dipinto un quadro troppo roseo del rientro a scuola: i presidi mostrano in netto aumento i numeri per la dad.

Rientro a scuola e dad: i numeri del ministro Bianchi

Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione, ha diffuso le stime del rientro a scuola durante la VII Commissione della Camera dei deputati.

Stando a quanto detto dal ministro:

«Ad oggi, alle 12, il 93,4% delle classi sono in presenza. Di questi il 13,1% con attività integrata per singoli studenti a distanza. Le classi totalmente a distanza sono il 6,6%».

Inoltre, Bianchi ha sostenuto che «il grosso dei contagi vi è stato nel periodo di chiusura delle scuole».

Rientro a scuola e dad: i numeri dei presidi

Si tratta di percentuali tuttavia molto diverse da quelle che Antonello Giannelli, presidente di Anp – Associazione nazionale presidi – ha diffuso giusto ieri, parlando del 50% delle classi in dad

«Prendiamo atto con soddisfazione dei dati diffusi dal Ministro Bianchi durante l’audizione presso la VII Commissione della Camera dei deputati. Le nostre stime erano diverse in quanto basate sulle continue e costanti comunicazioni dei nostri iscritti, provenienti da tutto il territorio nazionale, che segnalavano l’infittirsi dei casi di contagio».

Questo il commento – dal tono piuttosto critico e sarcastico – di Giannelli.

Rientro a scuola e dad: la richeista di dati più precisi

Il presidente di Anp ha chiesto al ministro Bianchi che i dati sulle presenze scolastiche vengano diffusi con cadenza settimanale d’ora in avanti, così da poter monitorare la situazione più attentamente.

Anche dai sindacati arriva la richiesta di avere a disposizione uno scenario più chiaro dell’emergenza Covid nelle scuole, come conferma questa nota CGIL:

«I messaggi rassicuranti del ministro dell’Istruzione sull’andamento della pandemia contrastano con la reale situazione di scuole ormai allo stremo. Come era prevedibile, ad una settimana dalla ripresa delle lezioni si stanno moltiplicando le classi con alunni positivi. Nella primaria sono saltati i tracciamenti con testing che le ASL non riescono più a garantire, nella secondaria l’autosorveglianza si sta rivelando troppo gravosa e persino inutile a causa dell’incalzare dei contagi che stravolgono ogni tentativo di assicurare la continuità del servizio di istruzione. I dirigenti scolastici e le scuole sono abbandonati a loro stessi, tra la scelta irresponsabile di aver scaricato sugli istituti la gestione delle quarantene creando peraltro forte conflittualità tra scuola e famiglie».

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