×

Scuola, Patrizio Bianchi: la scuola dev’essere scuola di legalità

Roma, 29 lug. (askanews) – “La scuola dev’essere scuola di legalità; scuola di legalità non è solo la capacità di conoscere le leggi ma d’interiorizzare il sentimento, fondamentale per un Paese, di appartenenza collettiva che non può essere che basato sul principio di solidarietà ed è fondamentale per la partecipazione attiva di tutti i cittadini. I nostri ragazzi devono non solo imparare ma fare proprio questo principio”.

Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, intervenendo all’evento online per la premiazione del concorso dedicato alla memoria del giudice Antonino Scopelliti, nel trentennale della sua morte.

Un evento incentrato sulla scuola come luogo di condivisione della cultura della legalità e sulla memoria, per commemorare il magistrato calabrese, Sostituto Procuratore Generale presso la Suprema Corte di Cassazione, assassinato dalle mafie il 9 agosto 1991.

Per l’occasione, hanno condiviso la propria esperienza gli studenti premiati nelle prime due edizioni del concorso per l’assegnazione delle borse di studio intitolate al magistrato e istituite per volontà della figlia Rosanna e della Fondazione Antonino Scopelliti, da lei presieduta.

Oltre al ministro dell’Istruzione, hanno partecipato la stessa Rosanna Scopelliti, il Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione del Ministero, Stefano Versari, il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, il Sindaco di Campo Calabro (RC), Sandro Repaci e, naturalmente, gli studenti premiati.

Anche quest’anno, per i vincitori del concorso sono state messe a disposizione borse di studio destinate agli studenti delle classi quinte della scuola primaria, delle terze della secondaria di I grado e per il biennio della secondaria di II grado. Ai candidati è stato proposto di realizzare un elaborato artistico-letterario e/o multimediale sul tema della diffusione di internet, dei social network e delle piattaforme digitali che hanno favorito profonde trasformazioni nei processi di produzione e distribuzione delle notizie e nella fruizione delle informazioni. È stato chiesto a ragazze e ragazzi di cimentarsi in componimenti in poesia o prosa, opere di arte figurativa (pittura, disegno, fotografia, grafica), video o cortometraggi, musica, per spiegare quali percorsi di legalità si possano intraprendere per aumentare il livello di attenzione e di analisi nei confronti dei contenuti presenti online. Sempre con l’obiettivo di promuovere la diffusione della cultura della legalità nelle giovani generazioni, soprattutto tramite la prevenzione e lo sviluppo di consapevolezza e spirito critico.

L’iniziativa è organizzata dalla “Fondazione Antonino Scopelliti”, in collaborazione con l’ANP (Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola), con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

“Non v’è democrazia senza legalità – ha concluso il ministro – cioé non v’è democrazia senza la capacità di interiorizzare, fino in fondo, l’idea che la norma principale che ci tiene insieme è la nostra Costituzione a cui riferirsi sempre nei momenti che sembrano più oscuri. Quel momento oscuro, il giudice Scopelliti lo ha attraversato tutto e ha pagato anche con la vita il suo rigore. Credo che questo insegnamento debba essere un insegnamento in cui la memoria diventa opera necessaria di ricostruzione. Mai come in questo momento, il Paese ha bisogno di essere ricostruito ed è importante che si parta dalla Calabria, dal nostro Mezzogiorno, per una rinascita nazionale che deve, però, essere tale solo se ha negli esempi più luminosi della nostra storia la capacità di essere realizzata”.

© Riproduzione riservata

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Contents.media
Ultima ora