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“Scusa ma ti chiamo amore”
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“Scusa ma ti chiamo amore”


Il titolo del post di oggi è uno spunto per riflettere sull’amore.
Sappiamo benissimo che si tratta del titolo di un libro di successo scritto da Federico Moccia e che dallo stesso è stato tratto un film che ha avuto come protagonisti Raoul Bova e Michela Quattrociocche e che la colonna sonora del film è stata scritta ed interpretata dai Sugarfree.
La storia ruota attorno ad un amore che inizialmente sembra impossibile: Niki (interpretata da Michela Quattrociocche) è una liceale di diciassette anni che ha un gruppo di amiche fidate, le O.N.D.E. ( nome derivato dalle iniziali di tutte le componenti del gruppo), la quale una mattina mentre sta andando a scuola viene coinvolta in un incidente provocato da Alex (interpretato da Raoul Bova) un pubblicitario di trentasette anni con un fallimento sentimentale importante alle spalle. Da questo evento prende inizio la storia dei due protagonisti i quali inizialmente sono semplici amici e poi, in seguito, si trovano coinvolti in un amore più grande di loro.
La cosa più interessante sulla quale voglio far riflettere i miei lettori è la parola “scusa”.

Secondo voi perché in questo caso chi ama dovrebbe chiedere scusa? E, in generale, è giusto scusarsi se si ama qualcuno? A chi si dovrebbe chiedere scusa?
Credo che il termine “scusa” dipenda dal fatto che quella di cui stiamo parlando è una storia d’amore non convenzionale. E’come se ciò che non risponde perfettamente alle convenzioni sociali in voga oggi provocasse disturbo nei confronti della società. Danno fastidio le effusioni tenere scambiate da due amanti sul ciglio della strada. Crea disturbo un bacio tra due persone che hanno il colore della pelle diversa. Provoca disagio la vista di un bacio scambiato tra due gay o due lesbiche alla luce del sole.
Il messaggio del film è molto chiaro! E’ un invito a prendere le distanze dalle stupide convenzioni sociali che “affannano” l’amore. L’amore è bello proprio perché non ha regole e non conosce limiti. L’amore chiede solo di essere vissuto.

Riflettiamoci bene tutti e poi iniziamo a vivere liberamente, nel rispetto di noi stessi e di ciò che sentiamo.

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