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Se non ora quando: la protesta delle donne contro Berlusconi vista dalla stampa estera

Eccovi una breve rassegna stampa da alcune testate estere:

Guardian
“In migliaia partecipano alla marcia per il rispetto e i valori in un paese che ha un divario del genere peggiore del Kazakhstan … Domenica, gli Italiani, costernati da Silvio Berlusconi e dalle sue buffonate hanno colto l’opportunità di mostrare ciò che provano in un modo che persino la sua rete televisiva riuscirà difficilmente a ignorare. Migliaia di italiani si sono riuniti nelle piazze, dalle valli delle Alpi fino alla Sicilia, e in città estere da Auckland a Zurigo. I poster per la manifestazione dichiaravano che questa era stata organizzata in sostegno di “un paese che rispetti le donne. Era necessaria una protesta del genere, molti decenni dopo che l’Italia ha prodotto uno dei movimenti femministi più energici.

Secondo l’ultimo report mondiale sul gender gap compilato dal World Economic Forum, l’Italia si trova al 74° posto su 134 paesi sondati: 33 posti sotto il Kazakhstan. Il punteggio italiano è stato particolarmente basso nella partecipazione economica e nelle opportunità. Meno della metà delle donne italiane ha un lavoro, ed è diffusa la concezione secondo cui le donne non dovrebbero ricominciare a lavorare dopo aver avuto un figlio.

Al Jazeera
“Migliaia di donne italiane sono affluite in tutto il paese per protestare contro Silvio Berlusconi, affermando che gli amoreggiamenti del primo ministro con giovani donne umiliano l’intero genere femminile. Sono state organizzate proteste in più di 200 città domenica, portando centinaia di migliaia di persone a manifestare … si sono tenute manifestazioni anche in città all’estero, il che riflette la crescente rabbia tra le donne circa lo scandalo di prostituzione che ha inghiottito Berlusconi, che da tempo conta donne conservatrici nel suo nucleo di elettori … le proteste hanno evidenziato più del semplice comportamento di Berlusconi: il ruolo sottovalutato delle donne nella società italiana.

Non hanno un alto tasso di occupazione, nonostante in media abbiano una migliore istruzione degli uomini italiani. Un’altra lamentela riguarda l’inadeguatezza dei servizi per l’infanzia. Berlusconi, che riconosce volentieri la sua passione per le belle ragazze, dichiara di essere vittima di pubblici ministeri di sinistra, che lo vogliono far crollare dal potere”.

Reuters
“Centinaia di migliaia di donne hanno partecipato alle dimostrazioni di domenica per difendere la propria dignità e protestare contro lo scandalo di prostituzione minorile che ha scosso il governo di centro destra del primo ministro 74enne. Berlusconi risponde dicendo che non ha fatto niente di illegal e che si sente il bersaglio di coloro che vogliono compiere un “colpo di moralisti” politico. I manifestanti dicono che l’immagine in crescita della donna come oggetto sessuale ha promosso una cultura in cui le donne vedono la vendita del proprio aspetto come l’unica via per il successo, in un paese in cui un terzo dei giovani è senza lavoro”.

Boston.com
“A L’Aquila, una città di montagna in cui Berlusconi si è vantato degli sforzi compiuti per la ricostruzione dopo il terremoto del 2009, le donne hanno detto che stanno ancora aspettando i fondi promessi dal governo per un centro per donne vittime di abusi … Piazza del Popolo, a Roma, è una piazza centrale che può accogliere circa 100.000 persone: era gremita di madri, figlie, nonne, e molti mariti e fidanzati, sulle note musicali della canzone di Aretha Franklin “Respect”.

Irish Times
“È stato un altro fine settimana italiano di proteste anti-berlusconiani, che hanno coinvolto, secondo gli organizzatori, più di un milione di persone in 230 città in Italia e in 30 capitali in tutto il mondo. Allo slogan “Se non ora, quando?”, folle in gran parte femminili si sono riunite per esprimere il loro senso di oltraggio e indignazione alla “vergogna” recata all’Italia e alle donne italiane dal coinvolgimento del primo ministro Silvio Berlusconi nello scandalo sessuale “Rubygate”. Berlusconi, 74enne, è accusato di “sfruttamento della prostituzione minorile” e “abuso di ufficio”.

The Economist
“Quando sembra che le cose non possano andare peggio a Silvio Berlusconi, in realtà lo fanno. Quanto sia legittima la causa contro di lui emergerà col tempo. Ciò che sappiamo già sarebbe però sufficiente a convincere il primo ministro a dimettersi in molti altri paesi democratici”.

Wall Street Journal
“Questo paese non è un bordello, gridavano i protestanti riuniti nelle piazze di Roma, Milano, Firenze, Palermo e centinaia di altre città italiane. Gruppi di donne si sono radunate in altre città in tutto il mondo, tra cui New York, Tokyo e Bruxelles … ma queste manifestazioni non riusciranno con molta probabilità ad avere effetti sui sostenitori di Silvio Berlusconi, che continuano a dargli il loro appoggio nonostante mesi di notizie dai media sulle feste notturne del premier con giovani ragazze – di cui lui dichiara apertamente di essere anfitrione. Comunque, le proteste sottolineano come sempre più il signor Berlusconi sia diventato una figura che crea divisioni.

…Secondo molti, nei 17 anni passati da quando il “media mogul” è entrato in politica, periodo in cui è stato primo ministro per tre volte, il signor Berlusconi ha avuto un’influenza sproporzionata sulla società italiana. Il premier non è coinvolto nella gestione quotidiana del suo impero mediatico, che include emittenti televisive, giornali e riviste, ma lo è la sua famiglia. Molte delle donne che partecipano ai festini a casa del premier sono apparse nei programmi di varietà emessi dalle televisioni di famiglia Berlusconi. Gli italiani sono da lungo testimoni anche dei flirt pubblici con varie donne. A un evento pubblico dello scorso anno, Berlusconi disse ‘è meglio avere una passione per le belle donne che essere gay’ … l’Italia risulta 74° su 134 nell’Indice di “Gender Gap” del World Economic Forum dello scorso anno.”

Naturalmente ho riportato solo alcuni degli articoli pubblicati dalla stampa estera. Altre testate che hanno parlato delle manifestazioni di ieri sono: The Independent, Financial Times, BBC, Le Monde.
Link per il Global Gender Gap Index Report

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