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Seconda Divisione, il punto: Casale e Perugia, la Prima in tasca
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Seconda Divisione, il punto: Casale e Perugia, la Prima in tasca

E’ arrivata pure la vittoria interna, e travolgente, contro un Santarcangelo sempre temibile lontano da casa, a suggellare il girone d’andata da incorniciare del Casale. Nel giorno del 102° compleanno della società i nerostellati hanno “spugnato” il Palli (peraltro ancora semideserto nonostante le imprese della squadra), dove nella fase ascendente del campionato hanno incontrato più difficoltà del previsto, e possono scollinare serenamente verso un girone di ritorno certo non facile ma cui la squadra di Buglio può guardare serenamente. Il titolo d’inverno è stato conquistato ma quest’anno più che mai si tratta di un primato platonico visto che ad esultare a fine stagione saranno le prime due squadre, che accederanno direttamente in Prima. Come già detto settimana scorsa il gruppo delle pretendenti alla promozione diretta è ormai ristretto, ed il ko del Santarcangelo unito alle vittorie delle prime quattro non ne è che la conferma. Casale, Treviso, Rimini e Cuneo si giochernano fino alla fine i primi due posti ma come si diceva i piemontesi hanno dalla loro un organico di prim’ordine che dovrebbe metterli al riparo dalle sorprese.

Più equilibrata la sfida tra le altre tre squadre, che tra l’altro si colora di un valore speciale visti i trascorsi dell’allenatore del Cuneo Rossi sulla panchina del Treviso: i piemontesi sono stati gli unici a vincere in trasferta nell’ultima di andata mentre le due rivali hanno sofferto non poco nei rispettivi turni casalinghi.

Stanchezza? Forse, ed anche psicologica visto che nessuna delle due era attesa ad un simile exploit nel girone di andata. Per gli altri due posti playoff le iscrizioni sono più che aperte: dal San Marino, che maledirà la sosta che interrompe l’ottimo momento attraversato, fino alla regolare Giacomense. Fuori dai giochi è invece l’Alessandria che, per bocca dei suoi stessi dirigenti, punta ormai alla salvezza: un traguardo paradossale ma che non dovrebbe sfuggire anche grazie ad un massiccio intervento sul mercato, che smentirà le disastrose mosse estive. Ma fa effetto vedere i grigi lottare fianco a fianco con società come Lecco, Pro Patria e Savona, che hanno ben altre situazioni societarie.

Spostandosi al sud, dall’Aversa all’Isola Liri, per il Perugia è cambiato un mondo. In quattro mesi il Grifo ha saputo sintonizzarsi su un campionato in cui aveva tutto da perdere e così, dopo la bruciante sconfitta nella prima giornata, la squadra di Battistini ha preso il volo prenotando il doppio salto già alla fine del girone d’andata.

In un girone così “folle”, tra turni infrasettimanali a ritmi infernali ed un livello molto alto, il titolo d’inverno degli umbri vale più di mezza promozione perchè, nonostante qualche passaggio a vuoto (Arzanese, Catanzaro) i biancorossi hanno saputo mettere in atto la non facile equazione squadra più forte=squadra vincente. Senza sconfitte da undici turni il Perugia vanta otto punti di margine sul trio Paganese-Catanzaro-Lamezia, protagonista del colpaccio nel derby nel recupero che ha chiuso il 2011. Il girone di ritorno, però, obbligherà Clemente e compagni a recarsi sia a Pagani che in Calabria oltre che a L’Aquila, sul campo della squadra più sorprendente del campionato.

Nessuno, infatti, soprattutto dopo l’estate tribolata tra il ripescaggio sfumato e le incertezze societarie, avrebbe immaginato un cammino così esaltante per i ragazzi di Ianni che ora dovranno reggere il confronto rispetto alle concorrenti che, a differenza dei rossoblù, sono pronte ad intervenire sul mercato, in particolare la Paganese, scopertasi molto meno competitiva rispetto alle previsioni.

Così anche se il Chieti non mollano le due promozioni dirette dovrebbero arrivare proprio dal quintetto di testa: chiusa, o quasi, sembra invece la lotta playoff cui dovrebbero partecipare le “deluse” dalla lotta al vertice più i neroverdi di Paolucci. Dall’Aprilia in giù infatti il campionato vive una caotica lotta-salvezza. Quindici le squadre coinvolte, anche se il Celano sembra destinato a staccarsi in fretta. Soffrono in particolare le ultime nove: la differenza potrebbero farla le penalizzazioni, che arriveranno copiose. Ecco un’eredità che la Lega Pro vorrebbe non portarsi nel 2012: ma sarà impossibile.

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