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Secondo la CGIA con la flat tax del governo Meloni "Gli autonomi continueranno a pagare più dei dipendenti"

giorgia meloni

La misura fiscale potrebbe creare in futuro un gap fra autonomi e dipendenti

La CGIA (Associazione di Artigiani e Piccole Imprese di Mestre) ha lanciato nelle scorse ore un monito rispetto alla flat tax, la nuova misura fiscale introdotta con l’insediamento del nuovo Governo con a capo Giorgia Meloni.

L’associazione, infatti, ha sottolineato che con l’innalzamento della flat tax fino ad arrivare a 85 mila euro di fatturato, i lavoratori autonomi continuano e continueranno a pagare più tasse dei lavoratori dipendenti.

Un gap importante, del quale bisognerà discutere onde evitare il malcontento della popolazione ed eventuali tensioni sociali.

L’analisi di CGIA sulla flat tax

L’associazione ha spiegato che tra i 10 mila euro fino ai 55 mila euro di reddito annuale gli autonomi pagano molto di più rispetto a lavoratori dipendenti come per esempio impiegati e operai, arrivando fino a 3.760 e i 3.875 euro di tasse pagate ogni anno nel caso della fascia di reddito tra i 25 e i 30 mila euro.

Va ancora peggio se, ad esempio, viene effettuato un confronto tra i dipendenti e i lavoratori autonomi che non applicano la flat tax: in questo caso il prelievo schizza di oltre 6 mila euro all’anno per le fasce di reddito fra i 60 e i 65 mila euro.

140 mila autonomi interessati

Con lo slittamento verso l’alto della soglia di fatturato fino a 85 mila euro saranno circa 140 mila gli autonomi a poter beneficiare dei vantaggi fiscali della flat tax.

Saranno in ogni caso meno i beneficiari del regime di favore della flat tax: queste partite IVA, infatti, non solo non dovranno superare gli 85 mila euro di fatturato ma dovranno anche rispettare altri criteri, come il fatto di non aver dovuto sostenere delle spese da lavoro dipendente, accessorio o di collaborazione che superino i 20 mila euro.