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Segni urbani: Writers sì – Writers no
Bologna

Segni urbani: Writers sì – Writers no

Fermati due writers. Arte o vandalismo?

Con la denuncia di due writers sorpresi stanotte a dipingere il sottopassaggio della ferrovia in via delle Armi, ricomincia il dibattito tra i favorevoli e contrari a quella che molti – e forse con buone ragioni – considerano una forma d’arte.

Dopo una lunga fuga i due artisti (o vandali? ) sono stati “acciuffati” con le armi del delitto: tre bombolette spray, un pennarello indelebile, una maschera di carnevale e un passamontagna. Il Resto del Carlino definisce la loro opera come un raid. E se quel sottopassaggio fosse stato valorizzato con i colori e i disegni? E se l’atto vandalico potesse essere valutato come un’azione di riqualificazione urbana? Il dibattito è destinato a rimanere aperto e senza risposte definitive. Chi può darle?

Intanto, si ricorda che è alla fine degli anni ’60 che alcuni artisti di New York dipingono i muri con pennarelli giganti associando alle opere alcuni tag , firme chiamate in seguito throw-up . Negli anni ’70 i “writer” diventano “bomber” e con le loro bombolette spray ricoprono metropolitane e vagoni dei treni.

Non si tratta di un’arte individuale ma di gruppi che si danno delle regole ben precise. Ad esempio, niente pezzi su chiese o munumenti. In Europa, il fenomeno si sviluppa alla fine degli anni ’80 (ricordate il muro di Berlino ricoperto da disegni di writers?) e, di conseguenza, anche in Italia dove ancora oggi molti artisti di strada considerano i murales una vera e propria forma d’arte. Perchè no?

Questa è una proposta di legge contro i writers:

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00302608.pdf

Questo è un dizionario dei termini in uso dai writer:

http://hiphopunderground.forumcommunity.net/?t=18879410

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