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Segregata in una botola e stuprata durante le messe nere: denunciati i genitori affidatari

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Una donna di 40 anni ha denunciato i genitori affidatari. Da quando è diventata maggiorenne veniva segregata e stuprata.

Una donna di 40 anni ha avuto il coraggio di denunciare i suoi genitori affidatari, che da quando è diventata maggiorenne l’avrebbero segregata in una botola e fatta stuprare durante delle messe nere.

Segregata in una botola e stuprata durante le messe nere: denunciati i genitori affidatari

Un incubo infinito, da cui non riusciva a sfuggire. Una donna di 40 anni ha avuto il coraggio di denunciare i suoi genitori affidatari. Da quando era diventata maggiorenne era stata segregata in una botola e stuprata ripetutamente da uomini che partecipavano a messe nere.

I fatti sono accaduti in Lombardia. Per anni la donna ha cercato di denunciare le violenze subite, ma la maggior parte delle denunce erano cadute nel vuoto perché i suoi racconti non venivano ritenuti credibili. A ridurla in schiavitù i genitori affidatari che l’avevano accolta 23 anni fa. Al pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Stefano Ammendola, la donna ha raccontato di essere stata violentata da gruppi di uomini durante messe nere. 

Le violenze sarebbero avvenute in un seminterrato della villetta dove vivevano i genitori, illuminato da fiaccole e con un crocefisso capovolto appeso al muro.

L’unica persona a volto scoperto era il patrigno, che per anni l’ha tenuta segregata in una botola insonorizzata. La donna è anche rimasta incinta dell’uomo che la ospitava, ma la nascita del bambino non ha messo fine alle violenze. Avrebbe anche provato a scappare, ma sarebbe stata rintracciata dalla coppia in un’altra regione e, dopo averla narcotizzata, l’avrebbero riportata nella villetta. 

I due genitori affidatari non si potranno più avvicinare alla donna

Il pubblico ministero, dopo gli accertamenti, ha chiesto una misura cautelare per la coppia, che negli anni ha ottenuto in affido anche altri ragazzi. Giovedì 6 ottobre i due sono stati ascoltati dal giudice per le indagini preliminari e hanno respinto ogni addebito. Il marito si è difeso dicendo che le denunce si sono risolte con l’assoluzione. “La ragazza non ci era stata affidata dal Tribunale dei minori, era semplicemente nostra ospite.

Noi accogliamo persone in situazioni di disagio, nel suo caso non c’era alcun provvedimento di affido. Ho avuto un figlio da lei, che non vedo da dieci anni. Da quel momento è cominciata la serie di denunce” ha dichiarato l’uomo. Secondo il gip il racconto della vittima è attendibile. Per questo ha disposto per i genitori l’obbligo di dimora e il divieto di avvicinarsi alla donna con braccialetto elettronico.