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Sei oligarchi russi morti in tre mesi, il giallo dei decessi legati al gas

Cosa sta accadendo ai "ricconi" venuti a contatto con l'universo di Putin: sei oligarchi russi morti in tre mesi, il giallo dei decessi legati al gas

I sei "paperoni" russi morti in tre mesi

Sei oligarchi russi morti in tre mesi, il giallo dei decessi legati al gas o comunque all’universo di Vladimir Putin sembra essere più di un mistero complottardo e non ancora materia per una indagine seria. Quelle morti stanno a metà strada fra coincidenze sospette e una poco credibile fatalità che vorrebbe l’ambiente dei “ricconi” falcidiato da drammi e morte.

Insomma, sulla faccenda c’è quanto meno da riflettere. Andando a ritroso e partendo all’ultimo sono morti da fine gennaio: Sergey Prosenya, Vladislav Avayev, Vasily Melnikov, Mikhail Watford, Alexander Tyulyakov e Leonid Shulman. Quattro di essi sono ricollegabil a Gazprom, uno al gas naturale ed un altro al mondo delle attrezzature mediche. Un po’ poco ma è già qualcosa. 

Sei oligarchi russi morti in tre mesi

Tempistiche e contesto sono sospetti e quei suicidi o omicidi-suicidi sembrano un po’ troppi anche per un ambiente da sempre non stabilissimo in quanto a pulsioni.

Poi ci sono le testimonianze dei familiari che giurano e spergiurano che i loro cari non avrebbero mai potuto compiere quel che in verbale e nei fatti hanno compiuto. Peggio era andata solo nel 2017, quando 38 ricconi russi erano morti o scomparsi, ma allora in tre anni, non in un trimestre. Il multimilionario  Sergey Protosenya è stato trovato impiccato il 20 aprile fuori da una villa spagnola. In casa c’erano i corpi pugnalati di sua moglie e di sua figlia di 18 anni.

Vladislav Avayev era ex vicepresidente di Gazprombank e notabile del Cremlino: lo hanno trovato morto il 19 aprile nel suo appartamento di Mosca insieme ai corpi della moglie e della figlia di 13 anni

Da gennaio fino ad aprile strane morti

Il mese di marzo era cominciato malissimo:  il miliardario russo Vasily Melnikov, pare in difficoltà per le sanzioni alla Russia, e la sua famiglia furono trovati tutti morti nel loro appartamento a Nizhny Novgorod.

Veniamo a febbraio: il 28 l’oligarca Mikhail Watford, nato in Ucraina, viene trovato stecchito nel garage della sua casa del Regno Unito. Il 25 febbraio muore un altro alto papavero di Gazprom: Alexander Tyulyakov. E in questa carrellata a ritroso di quella che è sembrata essere una vera “epidemia” di miliardari instabili o violenti, ma tutti russi, si arriva al 30 gennaio: un altro alto dirigente di Gazprom, Leonid Shulman, muore in un quartiere nota tana di dissidenti. 

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