Senegalese ucciso a Milano, 47enne italiano confessa
Senegalese ucciso a Milano, 47enne italiano confessa
Cronaca

Senegalese ucciso a Milano, 47enne italiano confessa

Ha confessato l'omicida del senegalese
Ha confessato l'omicida del senegalese

Nessun movente razziale dietro l'omicidio di Assan Diallo a Corsico. Il killer ha confessato: voleva vendicare le molestie alla compagna.

I carabinieri di Milano hanno arrestato un uomo per l’omicidio di Assan Diallo, il senegalese di 54 anni ucciso sabato 16 giugno a Corsico con un’arma da fuoco. L’assassino ha confessato. Si tratta di Fabrizio Butà, calabrese di 47 anni che ha già scontato una condanna a 16 anni di carcere per un omicidio nel 1998. L’uomo ha dichiarato di aver ucciso Diallo a sangue freddo, per vendicare la fidanzata a cui l’uomo spesso chiedeva dei soldi. Arrestata anche la donna con l’accusa di favoreggiamento, ma indagata anche per complicità nell’omicidio.

Fabrizio Butà ha confessato

Ha confessato l’uomo arrestato dai carabinieri di Milano per l’omicidio di Assan Diallo, il senegalese che ha perso la vita la sera di sabato 16 giugno. L’omicidio è avvenuto a Corsico, nell’hinterland del capoluogo lombardo, nel giardinetto di via delle Querce. Butà si è presentato spontaneamente alla caserma dei carabinieri di Corsico insieme alla compagna e lì ha raccontato il movente e la dinamica dell’omicidio.

La confessione è stata raccolta dal pm Christian Barilli e dal tenente Armando Laviola.

Fabrizio Butà, 47 anni, di origini calabresi, ha raccontato alle forze dell’ordine di aver ucciso Assan Diallo per vendicare le molestie ricevute dalla compagna da parte del senegalese. Diallo, residente a Corsico con la famiglia ma da tempo disoccupato, guadagnava da vivere svolgendo saltuariamente lavori per le security della zona. Spesso però si trovava a chiedere soldi proprio alla compagna di Butà.

L’omicidio del senegalese

Butà ha così deciso di dare appuntamento al senegalese all’Erica Bar di Corsico, dove Diallo è stato visto attendere per tutta la sera. Poi, quando il calabrese lo ha raggiunto, si sono spostati nel giardinetto di via delle Querce. Allora Butà ha premuto il grilletto e ha sparato contro Assan Diallo sedici colpi di pistola, di cui dieci al volto, nonostante la vittima fosse già caduta a terra.

Dopo la confessione, Fabrizio Butà è stato trasferito al carcere milanese di San Vittore.

Indagata la compagna

Arrestata anche la compagna di Butà, 36 anni.

Attualmente le accuse a suo carico sono di favoreggiamento, detenzione di arma illegale e possesso di stupefacenti. L’arma del delitto, la cui matricola era stata precedentemente abrasa, è stata ritrovata proprio nella cantina della donna. Gli inquirenti sospettano che fosse presente anche al momento dell’omicidio. Anche lei, come Butà, è detenuta nel carcere di San Vittore.

I precedenti

Fabrizio Butà era già noto alla polizia di Milano per una condanna risalente al 1998. L’uomo era stato arrestato e condannato a 16 anni di carcere per un efferato omicidio avvenuto nella zona dei Navigli milanesi. In quell’occasione, Butà aveva litigato con un uomo e mezz’ora dopo la discussione era tornato sul luogo armato di pistola. Ma per un tragico errore aveva rivolto la sua furia omicida contro la persona sbagliata: un postino di 34 anni, Domenico Baratta, totalmente estraneo alla vicenda.

Nessun movente razziale

Sembra dunque che non ci sia alcun movente razziale alla base dell’omicidio di Assan Diallo.

La moglie del senegalese, Olivia Evora, aveva inizialmente parlato di un uomo con cui Assan aveva litigato proprio per la sua provenienza. “Ieri ha litigato con un uomo che l’ha seguito fino a casa. Lo aveva offeso e insultato per il suo colore della pelle. Volevamo andare via da questo Paese razzista ora me lo hanno ammazzato”.

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Lisa Pendezza
Lisa Pendezza 559 Articoli
Lisa Pendezza, nata nel 1994 a Milano. Laureata in Lettere con la passione per i viaggi, il benessere e la lettura, spera di riuscire a girare il mondo con una macchina fotografica in una mano e un romanzo nell'altra. Amante dei libri, si limita per ora a leggerne molti, con il sogno nel cassetto di scriverne uno.