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Senza libertà né aria
Bologna

Senza libertà né aria

Situazione allarmante nel carcere della Dozza

A chi è stata tolta la libertà si toglie pure l’aria. E’ quanto emerge dalla relazione sulla situazione penitenziari in Emilia Romagna.

Il problema più grave rimane per il carcere di Bologna che, a fronte di una capienza consentita di 494 persone, ospita 1147 detenuti. Si registra l’aumento del numero degli stranieri “grazie” alla legge 94 del 2009 che introduce il reato di clandestinità. Meno preoccupante, invece, il numero dei minori ospitati dal carcere del Pratello sebbene la loro costante presenza sia riconducibile a condizioni di fragilità sociale difficilmente contrastabili.

Esiste un Piano carceri per l’Emilia Romagna che dovrebbe elevare a oltre 4000 posti la capienza delle carceri emiliano romagnole. Intanto ogni caso, le condizioni di vita in carcere sono allarmanti e quotidianamente si registrano episodi di aggressioni, violenze, autolesionismi e persino suicidi fra i detenuti, oltre che fenomeni di grave disagio tra il personale.

Nelle settimane tra il 21 giugno e il 2 luglio 2010 una delegazione dell’Associazione Antigone ha visitato alcuni tra gli istituti penitenziari più affollati d’Italia, tra cui quello di Bologna.

Ne risulta un quadro allarmante, in particolare per quanto riguarda la situazione igienico sanitaria: poche celle sono provviste di docce, scarsa è la disponibilità di acqua calsa, le temperature sono insopportabili.

Le associazioni A Buon Diritto e Antigone, con la collaborazione del settimanale Carta, hanno presentato un esposto indirizzato alla Regione. Si spera che una denuncia possa spronare la volontà di chi dovrebbe occuparsi degli ultimi.

Luigia Bencivenga

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