Separazione consensuale: cos'è la negoziazione assistita
Separazione consensuale: cos’è la negoziazione assistita
Sesso & Coppia

Separazione consensuale: cos’è la negoziazione assistita

separazione consensuale

Ecco cos'è la negoziazione assistita, la nuova modalità per la separazione consensuale senza adire il ricorso presso il giudice.

Se stai cercando informazioni sulla negoziazione assistita per quanto concerne la separazione consensuale, in questo articolo potrai trovare i profili della nuova legge che ha riordinato il processo civile in materia.

Con la legge numero 162 del 10 novembre 2014, la coppia che consensualmente vuole separarsi o divorziare potrà evitare di ricorrere presso il giudice, ma avrà la possibilità di scegliere tre diverse opzioni. È possibile presentare un ricorso congiunto al Tribunale al fine di ottenere l’omologa della separazione, la sentenza che scioglie gli effetti del matrimonio o la cessazione dei suoi effetti civili, oppure ridurre ancora i tempi seguendo altre due strade: la negoziazione assistita da avvocati e la conclusione di un accordo presso l’ufficio dello Stato Civile.

Come affrontare una separazione

Il problema delle separazioni e dei divorzi coinvolge sempre più famiglie e, di conseguenza, sempre più minori. Se mal gestite, le fasi della separazione, soprattutto conflittuale, vengono vissute dai bambini come un evento traumatico, che può favorire la manifestazione di problematiche a livello emotivo, comportamentale e scolastico, in epoche successive dello sviluppo.

Per questa ragione i genitori dovrebbero seguire una serie di accorgimenti nelle seguenti aree

Separazione con figli: consigli

Ecco alcuni, primi consigli, per tentare di superare al meglio una fase così delicata.

Li metteremo in ordine, e poi ne aggiungeremo altri

– Avere rispetto della loro intelligenza e capacità di comprensione. Non costringiamo i nostri figli a sforzarsi a capire ciò che non è facile neanche per noi

– spiegargli cosa sta succedendo, senza fingere. Potrebbe iniziare un gioco di silenzi, con loro che magari hanno capito, che potrebbe solo portare danni alla loro psiche e alla vostra vita familiare

– essere il più possibile onesti e spontanei; chiarire i loro dubbi in ogni modo per quanto possibile

– Cercare di capire anche il loro pensiero relativo alla situazione e spingerli, con delicatezza, ad aprirsi. In questo modo riuscite a sinceravi che non abbiamo pensieri sbagliati e ridurrete di molto la loro sofferenza.

– evitare separazioni in casa che portano un genitore a dormire sul divano o in camera del figlio. Il figlio non deve compensare l’assenza del partner

– evitare al figlio di fare da genitore al genitore (es.

assumere comportamenti troppo autonomi, ricordare le cose al genitore).

– NON incolpare MAI apertamente l’altro genitore, si va ad intaccare il ruolo genitoriale e non il ruolo di marito o moglie. Il figlio ha il diritto di poter avere ancora tutti e due i genitori (tranne in alcuni casi specifici da valutare in sede giudiziale).

– sottolineare più e più volte che il problema NON sono loro e che la separazione dipende da voi che non andate più d’accordo, ma che questo non andrà mai ad intaccare il bene che voi provate per loro. Il fatto che voi non stiate più insieme non significa che a loro o lui non gli vogliate ugualmente bene.

Separazione consensuale

Lo scopo della norma della negoziazione assistita nella separazione consensuale è quello di ridurre considerevolmente i tempi per la separazione evitando di appesantire la macchina della giustizia già notevolmente oberata, affidando il ruolo di negoziatore ad un legale.

Il procedimento di negoziazione assistita da avvocati si avvia sottoscrivendo una convenzione o con l’invito alla negoziazione assistita. Quest’ultima non è altro che una sollecitazione a stipulare la convenzione di negoziazione assistita che si può accettare o declinare.

La convenzione, obbligatoriamente scritta, può essere assimilata ad un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà al fine di risolvere una controversia. In questo caso, il ruolo dell’avvocato è quello di certificare l’autografia delle firme delle parti che stipulano la convenzione e la data in cui le firme sono apposte.

Con le nuove modifiche anche i coniugi con situazioni particolari come prole minorenne, maggiorenne ma non autosufficiente, oppure gravata di handicap, possono far ricorso alla negoziazione assistita. La negoziazione assistita conterrà tutte le disposizioni necessarie: le condizioni di separazione e divorzio, le disposizioni sull’affidamento o sul mantenimento dei figli, l’assegno di mantenimento per il coniuge o i trasferimenti di tipo patrimoniale.

Vediamo adesso qualche ulteriore consiglio sulla separazione consensuale con figli

Separazione consensuale con figli

Ecco altri consigli per la separazione consensuale con figli

– possibilmente fate la comunicazione della separazione consensuale insieme. L’unità in questa decisione potrà essere importante per i figli, pre non gravarli di responsabilità che, nei fatti, non sono le loro.

– evitare stravolgimenti nella vita dei figli.

Cercare di rispettare il più possibile le loro abitudini. Anche il genitore che lo vede di meno (per come è l’ordinamento italiano si parla soprattutto del padre), non può impedirgli di partecipare a feste o giochi con gli amici perché non lo vede mai. Il figlio non ha colpa dei cambiamenti familiari e quindi non ci può rimettere lui. Bisognerebbe creare una certa sinergia in questo, magari insieme all’altro coniuge.

– qualora si presentasse l’eventualità di cambiargli scuola, evitare il trasferimento durante l’anno in corso.

– cercate di garantirgli la continuità con quelli che sono i suoi hobby o le sue passioni (sport, musica, lingua straniera e quant’altro).

– ricreare nella casa nuova un nuovo spazio per i figli, da poter riempire anche con cose che magari lui o lei vuole evitare di trascinarsi appresso nel trasferimento da una casa a un’altra. Lasciare nell’armadio l’intimo e altri vestiti o qualche gioco, in modo tale che non debbano ogni volta fare i traslochi.

– evitare di far sentire i figli come pacchi postali, come per esempio: lasciarli fuori dal portone, in mezzo ad una strada.

– ricordarsi che è normale che i figli tentino di ricongiungere i genitori e che provino ad attuare strategie di avvicinamento, ma non dovete colludere con queste manipolazioni.

Evitate finte situazioni comuni che gli possono dare un’illusione di ricongiungimento familiare e ricordate loro che la decisione è definitiva.

– garantite la continuità di vicinanza con l’altro genitore, anche telefonica, una vicinanza magari anche discreta. Può essere abbastanza normale che un figlio abbia dei segreti con l’uno o con l’altro genitore.

– evitare di parlare con l’ex coniuge attraverso i figli, come per esempio: “di a tuo padre” o “di a tua madre” etc. Non è corretto che loro portino questo peso.

– non comunicate variazioni rispetto a orari e giorni di visite ai figli, ma direttamente all’ex coniuge. Non parlate prima con loro di vacanze o dell’acquisto di qualsiasi cosa che può generare conflitto aperto con l’altro genitore, perché ci rimettono solo loro in quanto gli create un’illusione.

– essere molto chiari, nel periodo di separazione consensuale, sui giorni di visita, sulle modalità per contattare i genitori e sulle decisioni e variazioni che si prendono man mano.

Non arrivate mai all’ultimo a comunicargli che devono andare dall’altro genitore o che c’è una variazione di qualcosa (ovviamente questo non vale quando ci sono emergenze e necessità improvvise).

– non inserite subito un nuovo partner, date loro il tempo di metabolizzare la separazione. Agire pre gradi è spesso la mossa migliore

Separazione consensuali tempi

Vediamo i tempi di separazioni consensuali e divorsi congiunti, che ormai hanno una procedura standard che si può definire unificata dal 2015

Separazione consensuale (e divorzio congiunto) tempi: i tempi in questo caso possono variare da 2 a 9 mesi dal momento in cui di deposita il ricorso all’ottenimento della sentenza. I tempi variano a seconda della complessità della situazione, nonché dalle modalità organizzative dei singoli uffici giudiziari. Il divorzio congiunto è il più semplice e anche il meno costoso, e si conclude in minor tempo. Un procedimento congiunto di divorzio si esaurisce mediamente in 250 giorni.

Separazione consensuale (e divorzio congiunto) tempi: con le modifiche che ha introdotto la Legge 80/2005 anche i tempi per il divorzio giudiziale sono stati ridotti, ma siccome la procedura di divorzio avviene tramite più udienze, e tra un’udienza e l’altra possono anche passare diversi mesi, a volte è necessario oltre un anno prima di ottenere il divorzio definitivo. Inoltre spesso sono necessari ulteriori approfondimenti peritali. Un procedimento congiunto di divorzio si esaurisce mediamente in 508 giorni.

Separazione consensuale costi

Ciò che vedremo qui è la parte pratica del pagamento, ovvero la parcella da dare all’avvocato che si occupa della pratica

L’accordo raggiunto a seguito della citata convenzione, ovvero della separazione consensuale, produce gli effetti, e fa parte di tutti quei provvedimenti che definiscono i procedimenti di cui stiamo parlando in questo articolo: separazione personale, cessazione degli effetti civili del matrimonio, scioglimento del suddetto matrimonio e modifica delle condizioni che regolano la separazione o il divorzio.

In mancanza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ovvero economicamente autosufficienti, l’accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita, è trasmesso al Procuratore della Repubblica, il quale, quando non ravvisa irregolarità, comunica agli avvocati il nulla osta per la trasmissione dell’accordo raggiunto all’ufficiale dello stato civile del comune interessato.

Quando arriva il nulla osta di regolarità da parte del Procuratore della Repubblica, non si ha il “passaggio” in Tribunale, con la conseguenza che, stante l’assenza di una fase giudiziale (cioè di un procedimento davanti al giudice), per il compenso dell’avvocato occorre fare riferimento alla tabella 26 del d.m. n.55/2014 relativa alle prestazioni di assistenza stragiudiziale. Tale tabella prevede per situazioni del genere un compenso che può essere così quantificato:

minimo di € 1.654,00;
medio di € 3.308,00;
massimo di € 5.954,00.

A meno che le parti (cliente-avvocato) non abbiano preventivamente pattuito un compenso di importo diverso. Un tipo di accordo del genere non solo è legale ma sovrasta i parametri del succitato decreto.

In presenza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ovvero economicamente autosufficienti, l’accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita, deve essere trasmesso al Procuratore della Repubblica, a cui spetta il compito si autorizzarlo dopo averne stabilito la convenienza.

Quando invece il Procuratore della Repubblica, ritiene che l’accordo non risponda all’interesse dei figli, provvede a far sì che ci sia la comparizione delle parti nell’arco dei trenta giorni dalla data in cui l’accordo raggiunto, e nei fatti non accettato, è stato trasmesso al giudice competente.

In tale caso, però non viene ovviamente evitato il “passaggio in tribunale”. Per il compenso, quindi, non può che farsi riferimento alle prestazioni giudiziali, e quindi, alla tabella 2 del dm n. 55 del 2014, tabella che prevede, per le cause di valore indeterminato come è esattamente questa, un compenso:

minimo di € 4.459,00
medio di € 10.343,00
massimo di € 19.327,00

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