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SEPPI NON COGLIE L’ATTIMO

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Ci sono partite in cui si fa quel che si può. Ci sono partite in cui si fa quello che l’avversario ti permette di fare. Oggi Andreas Seppi avrebbe dovuto cogliere gli attimi che Tsonga gli ha concesso. Per provare ad allungare il brodo e magari a renderlo indigesto al francese.

Colpo d’occhio – Magnifica la cornice di pubblico alla Margaret Court Arena (come si può vedere nella foto), gremita in ogni ordine di posti con molti tifosi francesi festanti. Posti in piedi e file di gente ad ogni ingresso, in attesa di entrare tra un cambio di campo e l’altro

Precedente ambiguo – Nell’unico precedente, Seppi aveva battuto Tsonga nel primo turno di Sydney 2008. E’ vero che a quel tempo il francese stava cercando di recuperare una condizione accettabile dopo la miriade di infortuni che l’avevano costretto a diversi stop e a rifarsi una classifica frequentando i challenger; quindi è vero che non era lo stesso Tsonga di adesso.

Ma è anche vero che alcuni giorni dopo “Alì” avrebbe raggiunto la finale di questo stesso slam, rifilando una lezione memorabile a Nadal in semifinale. Dunque, la vittoria di Andreas poteva avere una sua logica nell’ottica del match odierno.

Regolarità – Andreas sapeva di avere un compito alquanto difficile, ma i cinque (con rimonta da 0-2) set occorsi alla testa di serie n° 13 per piegare la resistenza di Petzschner all’esordio facevano ben sperare.

Pure lui, peraltro, si era trovato nella medesima situazione contro Clement e quindi è corretto sostenere che, almeno fisicamente, la sfida si presentava su un piano di parità.

Pochi scambi – Con Tsonga non si gioca tanto, soprattutto sui suoi turni di battuta. Il punto debole del francese dovrebbe essere il rovescio, soprattutto se lo si costringe a giocare in movimento, ma oggi, almeno in partenza, Jo-Wilfried aveva il lungolinea nel mirino. Così, su pochi scambi, il favorito teneva il proprio servizio e metteva a segno il break al sesto gioco (4-2), complici due errori di dritto di Seppi.

Mini bus – Il primo mini-bus per Seppi passava nel gioco successivo, quando Tsonga gli concedeva una palla-break con un doppio fallo; di nuovo un errore di dritto e da quel momento faceva tutto il francese, tra servizi vincenti e doppi falli. Occorrevano a Jo-Wilfried due rovesci lungo linea letali per chiudere 6-3.

Bus… – Tra il secondo e il terzo game, i due contendenti avevano un’opportunità ciascuno di brekkare ma la annullavano entrambi con il servizio. La seconda possibilità di cambiare arriva poco più tardi, ma stavolta è un bus: nell’ottavo gioco Tsonga precipita 0-40 affossando una volee in rete dopo essersi aperto il campo con il rovescio e per Seppi ci sono tre ghiotte palle-break. Quando Tsonga recupera a suon di servizi e dritti, sembra finita e invece ne arrivano altre due: sulla quarta Tsonga piazza l’ace, in quella dopo invece è Seppi a comandare fino al dritto vincente. E’ lo scambio migliore del match per l’italiano, che vola 5-3 e serve per pareggiare.

…perso – Un ace e un servizio vincente, inframmezzati da un errore di rovescio, portano Seppi sul 30-15 ma a quel punto Andreas commette due errori evitabili e si ritrova a fronteggiare la palla del contro-break; sul dritto di Tsonga praticamente si ferma, giudicandolo out, invece il gioco prosegue e alla fine la smorzata del francese è vincente.

Passa la paura – Scampato il pericolo, Tsonga vince a zero il suo turno di battuta e si garantisce il tie-break, che finirà per dominare 7-1 con Seppi che ottiene soloil quarto punto con uno schiaffo di dritto al volo. Il resto è tutto Francia, compresa la risposta di dritto che manda Jo-Wilfried sul 2-0.

Maglia rossa – Andreas cambia maglietta ma non atteggiamento, anche perché ci sono giornate in cui dovresti fare quello che il tuo avversario ti permette ma se non sfrutti le occasioni è finita. Nel quarto gioco l’italiano finisce a terra, racchetta compresa, nel tentativo di intercettare a rete un passante di Tsonga mentre nel sesto perde la battuta a zero, con il transalpino che si esibisce in una pregevole stop-volley di rovescio e Andreas che lo aiuta con un rovescio in back che muore in rete.

Ultima corsa – Tsonga va 5-2 e sembra finita ma Seppi è bravo e fortunato con due passanti che pizzicano il net e confondono Tsonga. Così Seppi risale fino al 5-5 e si issa al tie-break, in cui parte meglio del francese. Il 3-1 con mini-break è però l’ultima corsa della giornata; Tsonga rinviene, recupera il piccolo svantaggio e si regala il doppio match-point comandando uno scambio da fondo. Il secondo è quello buono; a Tsonga i soliti balzi di gioia, a Seppi qualche rimpianto.

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