Sequestrate 13mila tonnellate di proteine animali da 6,5 milioni di euro
Cronaca

Sequestrate 13mila tonnellate di proteine animali da 6,5 milioni di euro

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Sequestrate proteine animali

Colpo grosso di Nas e Antifrode della Dogana sul fronte della tutela della salute. Oltre 13 mila tonnellate di proteine animali trasformate (Pat) per un valore di 6 milioni e 500 mila euro sono state sequestrate dai carabinieri del Nas in collaborazione con il personale dell’ufficio antifrode delle Dogane in 524 container nel porto della Spezia al termine di un’ indagine che si è avvalsa anche di analisi del dna della merce.

L’indagine

Carabinieri e doganieri hanno bloccato numerose spedizioni di proteine animali trasformate (P.a.t.) illecitamente esportate verso l’estero e fatte passare, al fine di aggirare i divieti di esportazione previsti dalle disposizioni comunitarie vigenti, quali mangimi complementari o concimi organici.

A seguito del diffondersi della Bse (encefalopatia spongiforme bovina), più nota come sindrome della “mucca pazza”, erano stati infatti introdotti stringenti divieti di esportazione delle proteine animali trasformate, prodotti destinati all’alimentazione degli animali, proprio per evitare il rischio che venissero utilizzate nei Paesi non comunitari per l’alimentazione dei cosiddetti “animali da reddito”, bovini, suini, ovini e avicoli le cui carni rientrano nella catena alimentare umana.

Da qui parte l’indagine che ha portato l’arresto di nove persone ( tutte italiane) e cinque società emiliane, tutti indagati per falso indotto, adulterazione di alimenti, frode in commercio.

Le proteine, sotto forma di farine, sono state intercettate tra carichi provenienti dalla Spagna e dovevano giungere nel bolognese dove alcune aziende le avrebbero trattate e spedite in Turchia o nel sud est asiatico; la Nas ha spiegato che “Le Pat non possono essere esportate se contengono Dna bovino per il rischio morbo mucca pazza. Per esportare queste proteine le facevano passare come concimi o mangimi per animali da compagnia”, ma in realtà erano destinate alla produzione di mangimi per animali da reddito e quindi destinate a finire nella catena alimentare umana. ”

Un’operazione di valenza internazionale condotta per scongiurare il rischio Bse. Tanti sequestri di merci in Italia? E’ vero, ma non significa che viviamo in un paese particolarmente colpito da reati di questo tipo; al contrario, accade perché i controlli sono numerosi e attenti“, ha concluso il capitano Carta.

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