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Sergio Mattarella, oggi l’insediamento: il discorso del Capo dello Stato alle Camere

Sergio Mattarella ha giurato come nuovo capo dello Stato, per la seconda volta, e ha tenuto un discorso di insediamento alle Camere riunite.

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Eletto per la seconda volta per ricoprire il ruolo di Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha pronunciato alle 15.30 di giovedì 3 febbraio 2021 il suo discorso di insediamento dopo aver giurato fedeltà. Il premier Draghi, come da prassi, dovrebbe dare le proprie dimissioni che verranno rifiutate dal capo dello Stato.

Il discorso di Mattarella alle Camere riunite

Mattarella è arrivato a Montecitorio per la cerimonia di insediamento e di giuramento come nuovo – per la seconda volta – capo dello Stato ed è stato accolto da un lunghissimo applauso dei parlamentari (a eccezione di quelli di FdI che si sono astenuti). La seduta è stata aperta dal presidente della Camera Roberto Fico, che ha invitato Mattarella a prestare giuramento.

Ha definito “inattesa” la chiamata a fare di nuovo il presidente della repubblica ma ha prescisato che non ha voluto sottrarsi.

Mattarella si è rivolto soprattutto a chi è più sofferente e ha più bisogno dell’intervento dello Stato.

Sono stati giorni “travagliati anche per me“, ha sottolineato, aggiungendo che le priorità sono la sanità, i problemi sociali e quelli economici e “non ci sono consentite disattenzioni”. In quanto alla pandemia, è chiaro che “i vaccini proteggono noi stessi e gli altri” (lungo applauso): “È di piena evidenza come la ripresa di ogni attività sia legata alla diffusione dei vaccini che aiutano a proteggere noi stessi e gli altri.

Questo impegno si unisce a quello per la ripresa, per la costruzione del nostro futuro. L’Italia è un grande Paese. Lo spirito di iniziativa degli italiani, la loro creatività e solidarietà, lo straordinario impegno delle nostre imprese, le scelte delle istituzioni ci hanno consentito di ripartire. Hanno permesso all’economia di raggiungere risultati che adesso ci collocano nel gruppo di testa dell’Unione“.

Il presidente ha poi aggiunto che “viviamo in una fase straordinaria in cui l’agenda politica è in gran parte definita dalla strategia condivisa in sede europea.

L’Italia è al centro dell’impegno di ripresa dell’Europa. Siamo i maggiori beneficiari del programma Next Generation e dobbiamo rilanciare l’economia all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione, nell’ambito della transizione ecologica e digitale“.

La stabilità di cui si avverte l’esigenza è, quindi, fatta di dinamismo, di lavoro, di sforzo comune. I tempi duri che siamo stati costretti a vivere ci hanno lasciato una lezione: dobbiamo dotarci di strumenti nuovi per prevenire futuri possibili pericoli globali, per gestirne le conseguenze, per mettere in sicurezza i nostri concittadini. L’impresa alla quale si sta ponendo mano richiede il concorso di ciascuno. Forze politiche e sociali, istituzioni locali e centrali, imprese e sindacati, amministrazione pubblica e libere professioni, giovani e anziani, città e zone interne, comunità insulari e montane. Vi siamo tutti chiamati“.

Dobbiamo disegnare e iniziare a costruire, in questi prossimi anni, l’Italia del dopo emergenza. È ancora tempo di un impegno comune per rendere più forte l’Italia, ben oltre le difficoltà del momento. Un’Italia più giusta, più moderna, intensamente legata ai popoli amici che ci attorniano“.

L’Italia è un grande Paese. Lo spirito di iniziativa degli italiani, la loro creatività e solidarietà, lo straordinario impegno delle nostre imprese, le scelte delle istituzioni ci hanno consentito di ripartire. Hanno permesso all’economia di raggiungere risultati che adesso ci collocano nel gruppo di testa dell’Unione. Ma questa ripresa, per consolidarsi e non risultare effimera, ha bisogno di progettualità, di innovazione, di investimenti nel capitale sociale, di un vero e proprio salto di efficienza del sistema-Paese“.

“Quel che appare necessario – nell’indispensabile dialogo collaborativo tra governo e Parlamento è che – particolarmente sugli atti fondamentali di governo del Paese – il Parlamento sia sempre posto in condizione di poterli esaminare e valutare con tempi adeguati. La forzata compressione dei tempi parlamentari rappresenta un rischio non certo minore di ingiustificate e dannose dilatazioni dei tempi. Appare anche necessario un ricorso ordinato alle diverse fonti normative, rispettoso dei limiti posti dalla Costituzione”.

Draghi verso le dimissioni: i motivi

Come da prassi istituzionale, il presidente del Consiglio, nel momento in cui si insedia un nuovo presidente della Repubblica, deve presentare le proprie dimissioni. In questo caso, si tratta puramente di una formalità, dal momento che Mattarella rifiuterà le dimissioni di Draghi evitando così la caduta del governo.

Mattarella discorso di insediamento

Uno dei temi forti del suo discorso, secondo quanto trapelato, sarebbe il dovere della partecipazione. Un richiamo coerente con quell’idea di Stato-comunità su cui si è speso molto nel primo settennato e che diventa cruciale durante una fase di difficoltà. Il capo dello Stato non dovrebbe far echeggiare alcuna denuncia o ultimatum ai partiti, come capitò invece con Giorgio Napolitano nel 2013, né mostrarsi in alcun modo vendicativo nei confronti delle forze politiche.

Mattarella discorso di insediamento: nessun riferimento a riforme

Un altra differenza con il suo predecessore è che, nel suo messaggio di una ventina di minuti, non dovrebbe fare riferimento a specifiche riforme da varare ma semmai incoraggiare il Parlamento ad essere coeso e responsabile sui altri fronti delicati per l’Italia in questo momento, come l’uscita dalla pandemia e la ripartenza economica dopo la crisi degli ultimi due anni.

Il Presidente ricorderà infine l’ancoraggio dell’Italia ai valori europei, soprattutto alla luce di ciò che sta accadendo a livello internazionale. Infine, dalle sue parole di oggi in Parlamento, gli italiani potranno forse ricavare qualche indizio per intuire la direzione di marcia che sceglierà di intraprendere nel suo mandato.

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