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Sergio Mattarella rieletto, prima era successo solo con Giorgio Napolitano

Storie di traslochi con annesso dietrofront: Sergio Mattarella è stato rieletto al Quirinale e prima era successo solo con Giorgio Napolitano nel 2013

Sergio Mattarella

E dunque Sergio Mattarella è stato rieletto Presidente della Repubblica a furor di Parlamento con il quorum a 505 e con 759 voti su 970 votanti ma non è il solo, prima era già successo una volta e solo con il suo predecessore, Giorgio Napolitano, che nella primavera del 2013 ebbe 738 preferenze.

Due elezioni “bulgare” figlie di due situazioni particolari, stalli istituzionali che coincidevano con momento di particolare criticità per l’Italia.

Sergio Mattarella e Giorgio Napolitano: quei due traslochi con dietro front

Ed anche le modalità furono le stesse in quanto a ritrosia iniziale dei due “quirinabili bis”, entrambi restii ad accettare un nuovo mandato ed entrambi poi costretti al “trasloco inverso”. Perché? Chiariamolo per bene: perché nella Costituzione Italiana non vi è una legge che vieti espressamente il doppio mandato al Capo dello Stato, ma la procedura è comunque considerata una irritualità grave o quanto meno una forzatura che se proprio deve avvenire lo deve fare perché figlia di un grave rischio per il paese.

Sette anni di mandato per evitare che Quirinale e Palazzo Chigi duettino, ma in Italia l’eccezione è facile

Non è un caso che da noi il Presidente della Repubblica duri in carica sette anni, perché deve incarnare un potere che “prescinde e sopravvive” alla politica e supera la durata tecnica di un esecutivo che è a 4 anni. Ora, a fare la tara alla guerra restano i grandi disastri come le pandemie, perciò per Mattarella ci siamo.

E per Napolitano? Nove anni fa l’Italia non aveva guai pandemici ma le sue solite noie endemiche, quelle di una politica caciarona che non trova un accordo neanche se glie lo servi in vassoio e le metti il tovagliolo al collo.

Sergio e il virus del Covid, Giorgio e il “virus” della politica caciarona che vale anche per Mattarella

Il centrosinistra aveva vinto le elezioni per troppo poco per dare le carte, i Cinquestelle appena esplosi non parlavano con nessuno perché erano ancora “duri e puri” (e pivelli), Romano Prodi venne impallinato come un piccione e a Franco Marini fu addirittura detto di “mollare la presa”.

Berlusconi poi annaspava nei suoi guai postumi con la “nipote di Mubarak”. In nove anni due Parlamenti incartati, due situazioni politiche in stallo, due Presidenti chiamati a compiere altri sette anni di dovere oltre i sette anni già fatti. Napolitano, che all’epoca della sua elezione aveva 87 anni, si dimise due anni dopo, nel 2015, a 90 anni compiuti. Mattarella ne ha 80, ha davanti un settennato pieno e mai come ora il nostro augurio a ché campi cent’anni ha una valenza doppia: per il suo bene e per il nostro.

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