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Serial killer cannibali: i casi più famosi della storia

I peggiori serial killer della storia: cannibali che agirono in diversi Paesi del mondo, Italia inclusa. Ecco le loro macabre storie.

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La storia del crimine annovera anche serial killer cannibali, alcuni dei quali particolarmente “famosi”. Ecco alcuni di loro, con i loro delitti davvero agghiaccianti.

La “iena di San Giorgio Canavese”

Giorgio Orsolano

Il primo criminale di cui vogliamo parlare è Giorgio Orsolano (1803 – 1835), di San Giorgio Canavese (Torino), morto impiccato dopo aver compiuto tre omicidi e probabilmente per averne mangiato le vittime: dei bambini. Orsolano divenne protagonista di alcune leggende, ovviamente macabre, rappresentati anche con delle marionette: il protagonista era un macellaio killer che produceva salumi con carne di bambino.

La “vampira di Barcellona”

Enriqueta Martì (1868 – 1913), soprannominata “la vampira di Barcellona” o “la strega di Calle Ponente” è una delle poche serial donna e l’unica cannibale accertata.

Rapiva bambini, li uccideva e li provava delle interiora, che poi vendeva a uomini facoltosi per guadagnarci. Venne condannata a morte, ma prima che la sentenza venisse eseguita, fu uccisa da un’altra detenuta.

In Germania

In Germania se ne ricordano tre: Karl Denke, Fritz Haarmann e Joachim Kroll.

Karl Denke

Il primo (1870-1924) sceglieva come vittime i senzatetto, attirandoli in casa sua dicendo loro di volerli ospitare. Poi si cibava dei corpi e talvolta li vendeva al mercato di Breslavia, spacciandoli per carne di maiale. Venne arrestato nel 1924 e il giorno stesso in cui finì in manette si impiccò in cella. C’è anche una sua fotografia dopo morto.

Fritz Haarmann

Nove anni dopo Denke nacque Fritz Haarmann: lui uccideva ragazzi, ne smembrava i corpi e poi, a sua volta, rivendeva i pezzi al mercato. Morì nel 1925.

Il terzo cannibale tedesco, Joachim Kroll (1933 – 1991), soprannominato il “cannibale della Ruhr” – perchè questa era ovviamente la zona in cui agiva -, uccideva giovani donne e poi sottoponeva i corpi a necrofilia e se ne cibava.

Il “vampiro di Brooklyn”

Albert Fish

Poi troviamo un “nuovo vampiro”, dopo quella di Barcellona. L’americano Albert Fish (1870-1936), originario di Washington, era detto “il vampiro di Brooklyn”, cucinava e si cibava di carne di bambino. Addirittura si vantava di averne molestati più di 400 e di averne uccisi più di 100 sotto tortura. Venne giustiziato mediante sedia elettrica.

Il “macellaio di Plainfield”

Ed Gein

Alcuni di questi personaggi ispirarono anche celeberrimi film hollywoodiani come “Non aprite quella porta”, “Il silenzio degli innocenti” e anche il romanzo “Psycho”, dal quale venne tratto l’omonimo capolavoro di Hitchcock del 1960 con Anthony Perkins – il protagonista Norman Bates -, Janet Leigh – Marion Crane, quella della celeberrima scena della doccia – e l’appena scomparso John Gavin – Sam Loomis, colui che smaschera Bates -. Parliamo del serial killer americano Ed Gein (1906 – 1984): in casa sua venne rinvenuto materiale umano che avrebbe ispirato le macabre perversioni dei personaggi di questi film.

Il “mostro di Milwaukee”

Jeffrey Dahmer

Nella città di Milwaukee, nel Wisconsin, agì Jeffrey Dahmer (1960 – 1994), uno dei peggiori serial killer della storia. Finì in manette nel 1991 per via di una quantità di macabre prove rinvenute nella sua abitazione. Morì dopo essere stato aggredito da un detenuto affetto da schizofrenia.

I “cannibali del Sol Levante”

Issei Sagawa

Altri due serial killer cannibali sono i giapponesi Issei Sagawa e Tsutomu Miyazaki. Il primo è nato nel 1949 ed è ancora vivo. Ex studente alla Sorbona nel 1981, uccise una sua compagna e ne mangiò il corpo. Dopo essere stato detenuto a Parigi per un certo periodo, venne trasferito nel Paese d’origine, dove grazie una serie di espedienti legali, venne ricoverato in un ospedale psichiatrico a Tokyo, da cui fu dimesso nel 1986, tornando libero. L’uomo diventò famoso per le sue agghiaccianti interviste e per dei libri che diventarono best seller su ciò che aveva fatto.

Tsutomu Miyazaki

Minor fortuna ebbe Miyazaki. Nato nel 1962, venne impiccato in carcere nel 2008 per atti di pedofilia, omicidio delle sue piccole vittime, cannibalismo e necrofilia. Gli vennero diagnosticati disturbi mentali, era affetto da deformità e sessualmente ipodotato.

Il “macellaio di Rostov”

Andrej Romanovič Čikatilo

Spostandoci in Russia, ricordiamo Andrej Romanovič Čikatilo (1936 – 1994), “attivo” tra il 1978 e il 1990. Era detto “il macellaio di Rostov” o “il comunista che mangiava i bambini”. Venne accusato di aver ucciso e mangiato 53 persone tra donne e bambini, poi venne arrestato e giustiziato nel carcere di Rostov con un colpo di pistola alla nuca. Le sue ultime parole furono: “Non fatemi saltare le cervella! I giapponesi vogliono comprarsele!”.

Il “cannibale 2.0”

Armin Meiweis

Questo è un caso più recente e riguarda il “cannibale di Rotenburg”, in Germania. Si tratta di Armin Meiweis, ex tecnico di computer nato nel 1961, che evirò, squartò e mangiò un uomo, Bernd-Juergen Brandes, un ingegnere berlinese che aveva risposto ad un suo annuncio via web per cercare persone disposte a farsi macellare – sic! -. Il delitto avvenne in una villa abbandonata. Oggi Meiweis è in carcere e il suo crimine non sarebbe stato scoperto se il cannibale, reo confesso, non avesse pubblicato un altro annuncio simile a quello costato la vita a Brandes.

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