Serie A: Novara-Inter 3-1 - Notizie.it
Serie A: Novara-Inter 3-1
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Serie A: Novara-Inter 3-1

Più che la fine di un’era, più che un crepuscolo. Semplicemente un tracollo. Ma forse non del tutto imprevedibile. L’Inter frana anche a Novara ed aggiorna nuovamente il libro nero della sua storia: peggior partenza degli ultimi ventotto anni, e via all’ennesimo ribaltone. Moratti si appresta ad assumere il quarto allenatore in meno di due stagioni intere del post-Mourinho: un dato più che significativo sull’incapacità dei giocatori ma pure della società nel gestire il dopo-triplete. Ma per le analisi ci sarà tempo, ora c’è da salvare il salvabile in una stagione che probabilmente non regalerà vittorie ma che deve essere raddrizzata anche in ottica futura. Gasperini affonda senza attenuanti perché non può esserlo rimanere fermi sulle proprie convinzioni tattiche: anche al Piola si vede una squadra sfilacciata, incapace di sostenere la difesa a tre tanto cara al tecnico, costantemente esposta alle ripartenze avversarie e con gli attaccanti troppo isolati.

Non paga neppure l’azzardo Castaignos, gettato nella mischia dall’inizio ma poi sostituito all’intervallo. Non è chiaro se i giocatori abbiano davvero creduto (ormai bisogna usare il passato) fino in fondo nel calcio proposto dall’allenatore, ma sul campo si è vista una squadra a tratti demotivata, oltre che fisicamente a terra.

Ed il Novara? Continua a vivere la sua favola d’oro: alla prima in casa in serie A dopo cinquantacinque anni la squadra di Tesser gioca la partita che deve giocare, certo agevolata dai difetti altrui ma che non offuscano la perfezione delle mosse dell’allenatore. Come la mossa-Mazzarani, finto trequartista in costante pressione sugli attaccanti, come l’intuizione-Radovanovic, perfetto schermo difensivo, fino alle sostituzioni, perfette ed al momento giusto. Un pressing feroce fin dai primi minuti ha messo in crisi da subito un’Inter impacciata. Meggiorini ha un’occasione dopo meno di due minuti, poi i nerazzurri migliorano un po’, alzano il baricentro ma non sanno andare oltre un timido possesso palla perché Forlan è un oggetto misterioso, Milito non indovina uno stop e Castaignos sembra sbarcato da Marte.

Inevitabile allora il vantaggio dello stesso Meggiorini, un ex, che a cinque dalla fine del primo tempo affonda nel burro dei centrali interisti ed inizia a schiodare Gasp dalla sua panchina. Perché la ripresa vivrà sugli attacchi mai convinti dell’Inter, che di fatto non tirerà mai in porta una volta fino all’80’, alla conclusione alta di Pazzini.

Neppure di fronte ad un Novara stanchissimo l’Inter ritrova vigore, risultando sempre lunghissima ed esposta ai contropiede altrui perché in campo ognuno fa ciò che vuole. Anarchia totale, così Ranocchia, il migliore, deve abbattere Jeda all’85’: cartellino rosso e Marco Rigoni batte Julio Cesar per il primo gol in Serie A di un ragazzo che ne avrebbe meritati tanti altri. Un ragazzo scuola Juventus che magari gioirà due volte, anzi tre perché è lui che chiude i conti allo scadere dopo l’illusorio e casuale gol di Cambiasso. Gasperini si arrende alla regola del tre: 3-1, tre gol fatti.

Ed un’esperienza durata solo tre gionate.

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