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Serie B: rinvio delle partite natalizie a causa dell’aumento dei contagi Covid

Il 26 e il 29 dicembre la Serie B non scenderà in campo: preoccupante l'aumento di contagi da Covid nei club e in tutta Italia.

Serie B rinvio

Due giornate della Serie B di calcio, l’ultima del girone di andata e la prima di quello di ritorno, originariamente programmate per domenica 26 e mercoledì 29 dicembre, saranno rinviate a causa dell’emergenza Covid-19. Lo ha deciso l’Assemblea convocata d’urgenza nella mattinata di giovedì 23 dicembre.

Rinvio della Serie B: decisione presa per la crescita dei contagi

La decisione è stata basata sui rinvii di Benevento-Monza e Lecce-Vicenza, in programma per il weekend del 18 dicembre, e sull’aumento dei casi di Covid-19 nei club, insieme alla preoccupante crescita di contagi in tutta Italia.

Rinvio della Serie B: recuperi previsti tra gennaio e febbraio

Si dovrebbe quindi riprendere a metà gennaio. Giovedì 13 saranno recuperate Benevento-Monza e Lecce-Vicenza, sabato 15 la giornata di Santo Stefano, con le quattro squadre già in campo due giorni prima posticipate a domenica 16.

Altre due date dovranno essere aggiunte per completare il calendario, probabilmente martedì 15 e 22 febbraio.

Rinvio della Serie B: “Problema con la variante Omicron”

Mauro Balata, presidente della Lega Serie B, ha spiegato che “purtroppo anche noi abbiamo avuto un problema con Omicron, il virus sta interessando diversi club, oggi c’è stato un confronto tra tutte le società e si è deciso di rinviare le prossime due giornate”.

“I campionati si giocano, si vincono e si perdono sul campo, ma abbiamo di nuovo a che fare con la pandemia, bisognerebbe riflettere, anche con urgenza, su un centro di coordinamento fra chi tutela il sistema sanitario del Paese, le aziende sanitarie locali e le regioni che assumono autonomamente decisioni in materia.

Ci vorrebbe una cabina di regia unica, per consentire alle società di proseguire con le competizioni”, è l’appello di Balata.

“Si tratta di decisioni di pubblica autorità preposte alla tutela della salute, noi non possiamo fare altro, ovviamente in presenza di alcuni requisiti, che applicare queste disposizioni, ma ci vorrebbe una maggiore sintonia tra chi assume queste decisioni“, ha concluso il presidente.

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