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Sesso: 'ritocchini' a genitali in aumento, indagine su cosa ne pensano italiani

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Roma, 23 set. (Adnkronos Salute) – Il 'ritocchino' alle parti intime, ovvero la chirurgia dei genitali, è in crescita da anni anche in Italia. "Questo tipo di chirurgia spesso viene richiesta dalle persone per sentirsi in armonia con il proprio corpo e vivere serenamente la propria sessualità".

Così Salvo Caruso, ginecologo e presidente della Federazione italiana di sessuologia scientifica, lanciando l'indagine online ha indagato le opinioni degli italiani riguardo alle pratiche di chirurgia estetica dei genitali. Report che lancia la Settimana del benessere sessuale (Sns) che torna dal 26 settembre al primo ottobre. "La Settimana giunge alla nona edizione con il desiderio di tornare a incontrare la gente per parlare delle tematiche che riguardano le relazioni affettive e sessuali.

Negli anni della pandemia i nostri iscritti non hanno mai trascurato l’appuntamento assicurando consulenze on line. Ora tornano con la volontà di riconquistare i vantaggi dell’incontro in presenza specie con le giovani generazioni che più di altri hanno bisogno del confronto con figure specialistiche e professionali", aggiunge.

L'indagine ha rivelato che "nessuno dichiara di essersi sottoposto a un’operazione di chirurgia estetica dei genitali. E anche la stragrande maggioranza (oltre il 90%) non ha mai pensato di farlo.

Quasi tutti però ne hanno sentito parlare e fra gli interventi più noti, in cima c’è la circoncisione, seguita dall’imenoplastica e dal ringiovanimento vaginale. Meno conosciuti sono l’aumento del punto G, la rimozione scrotale e il lifting del pene. Chi è stato sfiorato dall’idea di bussare alla porta del chirurgo per le parti intime ha considerato l’ipotesi di sottoporsi al ringiovanimento della vagina e alla labioplastica, cioè alla chirurgia delle piccole labbra".

In generale la chirurgia estetica, non solo dei genitali, non attrae il campione. "Oltre l’80% infatti dichiara di non essersi mai sottoposto a un intervento e ben il 74% dei partecipanti sostiene di non averne mai sentito il bisogno. Tra i fattori annoverati per non rivolgersi al chirurgo estetico, per il 96% c’è la disapprovazione che ne deriverebbe da parte di amici e familiari. I pochi – proseguono i sessuologi – che dicono di aver fatto ricorso affermano che la decisione è stata influenzata dall’insoddisfazione per il proprio aspetto, seguito dal desiderio di migliorare la sicurezza ed essere più attraenti.

C’è comunque chi ha rotto gli indugi. "Chi si è sottoposto agli interventi di chirurgia estetica afferma di aver voluto colmare un senso di insoddisfazione personale per il proprio aspetto fisico. I partecipanti dichiarano di aver fatto ricorso agli interventi per migliorare in primo luogo l’immagine, l’autostima e l’umore. In generale, credono che chi si sottopone alle procedure di chirurgia estetica non faccia nulla di male e allo stesso tempo rifiutano il concetto che i ritocchini migliorino l’aspetto di donne e uomini o che risultino più attraenti agli occhi degli altri", evidenzia la Fiss commentando l'indagine.

"Niente illusioni, chi pensava che avrebbe migliorato molto la propria vita sociale è solo una risicata minoranza. La maggioranza invece crede che avrebbe migliorato la relazione sessuale con il partner. Sul fatto che siano pericolose le operazioni, più del 36% è d’accordo così come il 45% ritiene che siano dolorose e il 43% che facciano sentire le persone più sicure di sé", concludono i sessuologi.

Il questionario è stato elaborato dal comitato scientifico della Federazione italiana di sessuologia scientifica (Fiss) e diffuso in forma anonima sul sito e sui social della Fiss da aprile a luglio 2022. Alle domande hanno risposto 816 persone. La maggior parte era residente al Nord e si è dichiarata di sesso femminile. Più della metà ha conseguito la laurea.

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