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Sesto Fiorentino: annunciato lo sgombero del campo rom per il 3 gennaio
Firenze

Sesto Fiorentino: annunciato lo sgombero del campo rom per il 3 gennaio

Una baracca abbattuta nel campo rom di via Ponte a Quaracchi a Sesto Fiorentino e l’annuncio che il 3 gennaio ci sarà lo sgombero dell’area.
I proprietari di questo spazio di 2000 metri fra l´Osmannoro e Peretola, hanno incaricato una ditta di Montecatini di ripulire l´area. Da qualche giorno alcuni operai ci lavorano portando via cumuli di spazzatura, bruciando un paio di capanne e rimettendo le recinzioni. Così parla Domenico Pagano, titolare dell´azienda edile che si occupa dei lavori:“ Il 3 gennaio o forse qualche giorno dopo veniamo con le ruspe, ma prima aspetteremo le forze dell’ordine. Hanno già fatto i primi sopralluoghi. Noi non vogliamo litigare con i rom”.
Sono circa 80 le persone che vivono nel campo: le stesse che nel gennaio scorso erano state mandate via dal campo dell’ex Osmatex.
A un anno dallo sgombero ora ci si chiede perchè non si sia trovata ancora una soluzione.

Marcello Zuinisi di Opera Nomadi Toscana, conferma che i rom romeni che abitano il campo si stanno organizzando per trovare una soluzione per la notte:” sono circa 80, 20 famiglie sono coinvolte, fra cui donne, bambini – tutti frequentanti la scuola – malati, anziani e anche diversi disabili”. In un anno non è stato fatto nulla, sono persone invisibili, nessuno li vuole nel proprio territorio, gli viene anche negata la residenza”. Zuinisi accusa i sindaci di Sesto Fiorentino e Firenze di non voler risolvere la questione: “a Firenze abbattono le pensiline, a Sesto dicono che non si trovano nei loro confini, ma qui le persone ci sono e vengono lasciate al freddo proprio il 29 dicembre”. Eppure dei progetti erano stati pensati nel corso di quest’anno: “i rom sono disposti ad affittare case di privati a Massa, dove avevamo trovato dei progetti per farli lavorare, avrebbero dovuto occuparsi dei lavori nel bosco e lungo l’argine del fiume Magra, ma ad oggi nulla, vogliamo risposte”. Guido Benedetti dei Medu, Medici per i Diritti Umani non nasconde la sua preoccupazione: “dovremo capire come organizzarci in vista dello sgombero del 3 gennaio.

Una data infausta, è irresponsabile andare ad uno sgombero proprio in un periodo di freddo glaciale come questo”.

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