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Sesto San Giovanni, Tullio Attanasio contro “gli zingari e la sinistra estrema dei centri sociali”

"Facciamo in modo che lo spettro di questa sinistra estrema dei centri sociali non prenda il possesso della città", dichiara Tullio Attanasio.

Sesto Tullio Attanasio

Tullio Attanasio, che a Sesto San Giovanni è stato il terzo più votato con 230 preferenze della lista che porta il nome del ricandidato sindaco del centrodestra, Roberto Di Stefano, ha pubblicato un video in cui fa appello ai concittadini, invitandoli a votare il suo gruppo per evitare di tornare al “vecchio sistema”.

Il ballottaggio si terrà domenica 26 giugno.

Tullio Attanasio, le sue parole

“Ringrazio con un abbraccio chi mi ha votato e mi permette di essere presente al prossimo consiglio comunale. Come sapete, per una manciata di voti andiamo al ballottaggio. Il 26 giugno torniamo alle urne, l’ultimo passo verso la democrazia”. Comincia così il suo video pubblicato su Facebook.

Quindi ha sottolineato: “C’è lo spettro di questa sinistra estrema dei centri sociali che possono prendere possesso della nostra città.

Vuol dire immobilismo, tornare al progetto della grande moschea, gli zingari che circolano liberamente e tanti campi rom. Non dobbiamo permettere di tornare al vecchio sistema. Facciamo in modo che questo non avvenga. Per farlo bisogna tornare alle urne, tutti compatti a votare Roberto Di Stefano. Vuol dire libertà e democrazia; una città rivolta al futuro con progetti di sviluppo e occupazione, opportunità di investimenti. Cambieremo il volto della nostra città, diventeremo la seconda/terza città della Lombardia.

Il suo appello continua e dichiara: Guardiamo avanti con positività. […] Una grande prospettiva. Non riesco a capire come il 38% abbia potuto votare diversamente, forse qualcuno non ha ancora capito cosa vuol dire tornare al vecchio sistema. Dobbiamo essere uniti. Parliamo a tutti, figli, nipoti, nonni, amici. C’è una grande prospettiva per Sesto San Giovanni, facciamo in modo che lo spettro della sinistra estrema non prenda il possesso della città.

Noi siamo una grande città”.

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