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Shevchenko, l’appello per la madre e la sorella: “Vi prego, lasciate Kiev”

Andriy Shevchenko ha lanciato un appello per la madre e la sorella, chiedendo loro di lasciare Kiev. Loro non vogliono abbandonare l'Ucraina.

Shevchenko

Andriy Shevchenko ha lanciato un appello per la madre e la sorella, chiedendo loro di lasciare Kiev. Loro non vogliono abbandonare l’Ucraina.

Shevchenko, l’appello per la madre e la sorella: “Vi prego, lasciate Kiev”

Andriy Shevchenko, in questo momento, non sta pensando al calcio, ma a quello che sta succedendo nella sua Ucraina, devastata dalla guerra.

L’ex attaccante di Milan, Chelsea e Dinamo Kiev non è riuscito a trattenere le lacrime durante l’intervista per Sky News in Inghilterra e ha lanciato un appello alla madre e alla sorella. “Sono così orgoglioso di essere ucraino. È un momento molto difficile per il mio Paese, per la mia gente, per la mia famiglia. Mia madre e mia sorella sono a Kiev in questo momento e lì stanno accadendo cose terribili.

Persone che muoiono, bambini che muoiono, missili puntati contro le nostre case. Dobbiamo fermare questa guerra” è stato l’appello di Shevchenko, che nei giorni scorsi aveva registrato un videomessaggio trasmesso dallo schermo di San Siro in occasione del derby di Coppa Italia.

Shevchenko: “Mia madre e mia sorella si rifiutano di andarsene”

Shevchenko è motlo turbato per quello che sta accadendo nella sua Ucraina e ha spiegato di aver supplicato la sua famiglia di scappare, di abbandonare le case a Kiev.

Cerco di parlare con loro ogni ora, ogni 20 minuti, perché c’è molta azione in questo momento. Città sotto attacco, attacchi missilistici, Kiev è sotto attacco, in molte città accade lo stesso. Mia madre e mia sorella – come la maggior parte del popolo ucraino – si rifiutano di andarsene, stanno lì a combattere per la nostra nazione, a combattere per la nostra libertà, a combattere per la nostra anima. Ho provato molte volte a farle partire, ma la risposta è no, dicono ‘vogliamo restare qui’.

Questo è lo spirito ucraino” ha dichiarato il calciatore, che vive a Londra con la moglie e i quattro figli.

È un assassino” ha dichiarato Shevchenko, parlando di Putin. “Ora il bersaglio siamo noi, che confiniamo con la Russia. Ma dopo di noi, a quale Paese toccherà? Quello che accade è inumano, non bisogna smettere di parlarne. Abbiamo bisogno di sentire il sostegno della comunità internazionale in ogni momento. Ho detto grazie a Johnson, il premier inglese, e lo ripeto a Draghi: grazie, ci state supportando. Abbiamo bisogno di aiuti, di medicine. È uno dei più difficili momenti della storia ucraina, anche se il popolo è unito. Ogni minuto di ritardo può essere fatale, il tempo corre veloce” ha aggiunto l’ex capitano e CT dell’Ucraina.

Shevchenko: “Il calcio non esiste per me, ora”

Il prossimo 24 marzo l’Ucraina dovrebbe giocare in Scozia la partita di playoff per i Mondiali. “Il calcio non esiste per me, ora. Ogni mattina mi sveglio e penso solo a che cosa posso fare per il mio Paese. Siamo unitissimi tra noi atleti, organizziamo la raccolta dei fondi, gli aiuti umanitari. Difendiamo la nostra terra, dove sono nati i nostri nonni. Avvertiamo grande solidarietà verso i nostri rifugiati ai confini, vediamo la corsa per dare una speranza. Ne sono orgoglioso, ma ogni Paese può fare di più, non è mai abbastanza: se servono più sanzioni, ci siano più sanzioni. Ci vuole una soluzione diplomatica per fermare la guerra. Questo attacco russo deve fermarsi il più presto possibile. Lo ripeto, con la guerra non si risolve niente” ha dichiarato, spiegando di essere d’accordo con l’esclusione della Russia da tutte le competizioni sportive internazionali. “Cosa direi a un atleta russo? Non a un atleta, al popolo russo. Come potete vedere tutto questo? Abbiate una reazione. Scendete nelle strade, andate in piazza e fermate la guerra. Questa invasione è assurda” ha aggiunto.

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