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Si uccide con un sacchetto in testa: aveva paura di perdere il Reddito di Cittadinanza

Temeva di perdere il RdC: un uomo si è ammazzato

A trovarlo un agente che gli doveva consegnare una notifica: non ce la fa più e si uccide con un sacchetto di nylon in testa nel garage di casa

Tragedia della crisi in Abruzzo dove un uomo si uccide con un sacchetto in testa: pare avesse paura di perdere il Reddito di Cittadinanza.

Da quanto si apprende la tragedia si è consumata in provincia di Teramo dove un 68enne aveva già cercato di porre fine alla sua vita con i farmaci. Il Messaggero spiega che nella giornata del 16 gennaio l’uomo, “verso le 12,30, si è tolto la vita ingerendo una massiccia dose di farmaci e poi mettendo la testa in un sacchetto di nylon”.

Si uccide con un sacchetto in testa: il motivo

Il quotidiano poi spiega che il 68enne aveva già messo in atto un tentativo di suicidio con alcune medicine. Era accaduto solo due giorni fa ma un familiare ed il suo provvidenziale intervento lo avevano salvato. E secondo il racconto di alcuni conoscenti alla testata la vittima, I.P., pare avesse manifestato agli amici in quest’ultimo periodo, “la preoccupazione di perdere il reddito di cittadinanza, unico sostegno al momento della famiglia”.

Attenzione: questa è una lettura dei conoscenti ma il 68enne non ha lasciato biglietti.

Chi ha trovato il corpo della vittima

Il corpo dell’uomo è stato trovato nel garage di casa da un agente della polizia municipale che era lì “per fargli firmare un documento”. L’ufficiale ha subito allertato i soccorsi del 118 e sul posto è intervenuta a razzo un’ambulanza medicalizzata. Purtroppo l’intervento è stato inutile e l’uomo era già morto. La salma è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale di Sant’Omero e pare che già ieri sera sia stata.

“seguita l’ispezione cadaverica” per iniziare ad asseverare l’avvelenamento.