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Siberia -50 gradi, bambini costretti ad andare a scuola

In Siberia le temperature hanno raggiunto -50 gradi, i bambini sono stati comunque costretti ad andare a scuola, si parla di chiuderle quando saranno stati raggiunti i -52 gradi.

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Siberia -50 gradi, bambini costretti ad andare a scuola

In Siberia la temperatura ha raggiunto -50 gradi, e i bambini sono stati costretti comunque ad andare a scuola. La situazione può sembrare incredibile, però la scelta è stata chiara. L’amministrazione locale di Yakutsk a questo proposito è stata chiara: “Chiudiamo le scuole solo se la temperatura arriva ai -52.”.

La situazione è decisamente complicata, anche se i bambini sono abituati da sempre ad un clima rigido, nel villaggio di Yakutsk, come riportato dalla BBC, le temperature hanno da poco raggiunto i -50 gradi centigradi, nonostante ciò, il sindaco ha deciso di non chiudere gli istituti scolastici, affermando in una nota: “I bambini dovranno andare a scuola comunque”.

La situazione è certamente pesante, ma attualmente ancora nella norma, visto che è accaduto nella regione di Oymyakon, che non a caso è da sempre soprannominata “Polo di Ghiaccio”.

Allo stato delle cose, comunque, la decisione di non interrompere le ore di lezione è sembrata più importante di qualsiasi altra cosa.

La normativa ufficiale della regione, comunque, prevede che le scuole vengano chiuse solamente una volta raggiunti i -52 gradi. E, si ribadisce in una nota dell’amministrazione locale: “Stamattina ci sono -50 gradi, gli studenti sono in classe.”.

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Siberia

La Siberia (in russo: ? Sibir’ ; in tataro: Seber; in mongolo, “Siberia” significa “terra che dorme” [Sibi]) è una vastissima regione della Russia che copre tutta l’Asia settentrionale e comprende la maggior parte della steppa asiatica. Si estende a est della Russia europea, dalla quale è separata dagli Urali e dal fiume Ural, fino all’Oceano Pacifico, e dall’Oceano Artico verso sud fino ai confini con il Kazakistan, la Mongolia e la Cina. Tutta la Siberia appartiene alla Russia e ne ricopre il 74,7% del territorio.

Alcune fonti dicono che “Siberia” deriva dalla parola del turco antico per “terra dormiente” o “bello” (Siber). Un’altra versione è che questo nome era l’antico nome tribale dei Sabiri, un popolo nomade, in seguito assimilato ai Tartari Siberiani.

Un’ulteriore variante sostiene che la regione sia stata nominata basandosi sul nome del popolo Xibe.

L’uso moderno del nome è apparso nella lingua russa dopo la conquista del Khanato di Sibir. La spiegazione molto plausibile che il nome derivi dalla parola russa per “nord” (север, separato) viene proposta dallo storico polacco Chycliczkowski, ma questa spiegazione è respinta da Anatole Baikaloff dato che è dubbio il fatto che in antico alcuni tra i vicini cinesi, arabi e mongoli (il cui nome per la regione è simile) sapessero il russo. Il suo suggerimento è che il nome sia una combinazione di due parole turche, “su” (acqua) e “birr” (terra selvaggia).

La Siberia è uno dei luoghi più incontaminati della Terra. Vi si trovano habitat ancora pressoché intatti, che variano dalle steppe mongole alla taiga, dalla tundra alle alte cime dei monti Altaj. Da questa ricchezza di ambienti deriva una grande abbondanza di specie animali, tra le quali possiamo contare lupi, orsi bruni, cervi muschiati, renne, poiane, falchi, aquile, allocchi della Lapponia e altri strigiformi, corvi imperiali e molti altri. Di particolare rilievo è la presenza della foca del Lago Bajkal.

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