Silicon Valley: tutti i film
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Silicon Valley: tutti i film

Silicon Valley
Una veduta aerea della Silicon Valley.

Uno sguardo alle pellicole più significative ambientate nella Silicon Valley.

Quanti film sono stati ambientati, in tutto o in parte, nella Silicon Valley? Quante pellicole hanno avuto il coraggio di descrivere, praticamente in tempo reale, splendori e miserie del cuore dell’industria informatica e delle tecnologie digitali? Numericamente (ancora) pochi, è vero, ma alcuni di questi estremamente significativi. Pellicole indipendenti con interpreti sconosciuti, altre che hanno coinvolto grandi divi di Hollywood e registi con un pedigree al di sopra di ogni sospetto. Nelle righe che seguono proveremo a fare un piccolo, sommario, résumé, elencando i titoli più significativi.

I pirati di Silicon Valley di Martyn Burke (1999). Diretto da un eclettico sceneggiatore e regista di Toronto, Canada, già corrispondente di guerra, il film racconta la genesi dei grandi potentati della valle: la Apple di Steve Jobs (lo interpreta Noah Wyle), la Microsoft di Bill Gates (interpretato da Anthony Michael Hall), e tutto ciò che gravitava intorno a loro. Destinato inizialmente alla televisione, in alcuni paesi è uscito anche nei cinema.
Antitrust di Peter Howitt (2001).

Quattro giovani programmatori scoprono il lato oscuro delle compagnie di sviluppo software, incarnato da un luciferino CEO. Thriller di genere dal credibile retroterra tecnologico.
Middle Men di George Gallo (2009). Un rispettabile uomo d’affari crede di entrare a fare parte di una rispettabile compagnia di tecnologie digitali, ma si ritrova coinvolto in un’azienda molto più ricca e potente: quella della pornografia online. Avvertenza: malgrado la trama sinistra, si tratta di una commedia leggera.
The Social Network di David Fincher (2010). Dal regista di Seven e Fight Club, la storia della nascita di Facebook, per mano di Mark Zuckerberg e di un gruppo di nerd suoi amici conosciuti all’università. Da un lato, l’esposizione del sogno americano, dall’altro il suo lato oscuro, come Fincher, da sempre, è in grado magnificamente di raccontare.
Jobs di Joshua Michael Stern (2013). Primo film dedicato al genio (reale? Presunto?) del padre spirituale della Apple, qui interpretato da Ashton Kutcher. Il film si concentra soprattutto sugli anni giovanili di Jobs, riproducendone l’entusiasmo e, questa è la tesi della pellicola, l’innocente e quasi spirituale fiducia nelle sorti magnifiche e progressive della tecnologia come strumento di miglioramento delle condizioni di vita dell’umanità.
Steve Jobs di Danny Boyle (2015). Una firma più autoriale – il regista è quello di Trainspotting e The Beach – e un interprete più carismatico – il lanciatissimo Michael Fassbender – per questo secondo biopic, che si concentra maggiormente sulla maturità di Jobs e sulla sua escalation professionale. Non a caso, la pellicola si apre nel 1984, con la presentazione pubblica del Macintosh 128K, il primo computer di casa Apple.
Proprio lui? di John Hamburg (2016). Coppia borghese di mezza età fa la conoscenza del fidanzato della figlia, un rozzo ed esaltato neoarricchito dell’industria digitale. Più che un’analisi delle logiche della new economy, un confronto d’attori – James Franco vs. Bryan Cranston – sotto forma di commedia demenziale.

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