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Silvia, vittima di stalking da parte dell’ex: “150 chiamate al giorno, mi ammazzava di botte”

La storia di Silvia, vittima di stalking da parte dell'ex. Perseguitata notte e giorno, è stata massacrata di botte.

Silvia

Silvia è stata vittima di stalking da parte dell’ex per molto tempo. Veniva perseguitata giorno e notte e in diverse occasioni è anche stata picchiata fino al punto di pensare di morire.

Silvia, vittima di stalking da parte dell’ex: “150 chiamate al giorno, mi ammazzava di botte”

Silvia ha 30 anni e vive a Latina. Il suo ex fidanzato le ha cambiato completamente la vita, facendola diventare vittima di stalking. Un tossicodipendente che la perseguita da tempo, seguendola, minacciandola e in alcuni casi picchiandola. L’uomo ha minacciato il nuovo compagno di lei e preso a pugni il fratello. Silvia ha perso il lavoro, perchè dovunque veniva assunta lui si presentava per urlarle contro. Ha una figlia di 11 anni e sta pensando di cambiare città.

L’ho visto strano e ho capito che si era drogato, quindi gli ho detto di andare in farmacia e prendere un test per le urine. Non voleva, ho insistito e mi ha picchiata. Ho provato a reagire, gli ho spruzzato lo spray al peperoncino ma me lo ha strappato di mano. Sono corsa a nascondermi in bagno, ma vivevamo al piano terra ed è entrato dalla finestra. Sono scappata fuori e lì mi ha massacrata di botte.

Non riuscivo più a muovervi, ero convinta che mi avrebbe ammazzata. Sono viva perché un suo amico ci ha visti e lo ha tirato via, altrimenti non sarei qui a raccontarlo” ha dichiarato Silvia su Fanpage.it.

Lui ha problemi mentali che si sono acuiti con la tossicodipendenza, deve essere curato. Polizia e carabinieri sono intervenuti varie volte ma a lui non interessa nulla, né delle denunce né dei divieti di avvicinamento.

Ora è in carcere, ma per quanto? Ho paura che quando uscirà tornerà a perseguitarmi, e che una volta o l’altra riuscirà ad ammazzarmi” ha aggiunto la donna.

Silvia, vittima di stalking: “Pensavo di poterlo salvare”

Silvia e il suo ex si sono messi insieme nel 2016 e poco dopo è entrato nella comunità di San Patrignano per problemi di tossicodipendenza. Un anno dopo ha deciso di interrompere il percorso di recupero. “L’ho accolto a braccia aperte perché pensavo di poterlo salvare, ero innamorata persa. All’inizio era tutto perfetto, ma poi ha cominciato a drogarsi di nuovo. E nel 2019 sono cominciate le botte” ha spiegato Silvia. “Non volevo lo arrestassero, e poi avevo paura si potesse incattivire nel caso lo avessi denunciato. Nel 2021 non ce l’ho più fatta e l’ho lasciato, ma ha cominciato a perseguitarmi” ha aggiunto, raccontando l’inizio dell’incubo. La donna ha raccontato che si presentava alle 4 del mattino sotto casa dei suoi genitori, la seguiva al lavoro, entrava con un coltello e minacciava di uccidersi.

Creava profili falsi su Facebook per controllare me, i miei amici, la mia famiglia. Diceva che avrebbe ammazzato me e il mio compagno, poi mi inviava foto in cui si tagliava le braccia” ha raccontato, spiegando che non rispondeva mai, fino a quando è avvenuto un espisodio allarmante. “Mi ha chiamata dicendo che si sarebbe dato fuoco davanti a me. Ho avvertito la sorella, che però mi ha detto di non dare peso alle sue parole. Sono uscita di casa e poco dopo ho visto i pompieri correre in direzione della mia abitazione. Era arrivato davanti casa mia con l’auto della sorella, e l’aveva incendiata” ha aggiunto.

L’uomo è stato arrestato

Un incubo senza fine, con il terrore anche di uscire di casa. Un giorno l’ex di Silvia ha chiamato il fratello per dirgli che si sarebbe ucciso se lei non parlava con lui. “Adriano lo ha ignorato. La sera stessa mi ha chiamato dicendomi ‘sto venendo ad ammazzare tuo fratello‘, ma non gli ho creduto. Sono uscita per andare al tabaccaio, ma quando sono scesa dalla macchina l’ho visto correre verso di me. Sono risalita subito e ho bloccato le portiere, e mi sono nascosta in un garage. Nel frattempo continuava a chiamarmi dicendomi di tornare a casa. Fino a che mi ha telefonato mia madre, sentivo delle urla, sono tornata verso la mia abitazione e l’ho visto mentre picchiava mio fratello” ha raccontato Silvia. Ora è stato arrestato, ma la donna ha paura di cosa accadrà quando uscirà.

La donna ha organizzato un flash mob a Roma per sensibilizzare le persone sul tema dello stalking e il fratello ha lanciato una petizione su chance.org, che ha raggiunto 25mila firme, indirizzata a Roberto Fico, presidente della Camera, a Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, a Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, e Mario Draghi, presidente del Consiglio. “Chiediamo un inasprimento delle pene, il braccialetto elettronico geolocalizzatore, e l’assistenza psicologica a 360 gradi per le vittime di stalking oltre a una perizia psichiatrica sullo stalker e cure per cercare di guarirlo. Perché il carcere finisce, ma la malattia no se non viene curata” si legge nella petizione.

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