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Simboli giapponesi di buona fortuna
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Simboli giapponesi di buona fortuna

Ogni cultura ha il suo lessico simbolico e immaginario. Ogni popolo ha una lunga storia di credenze tramandate, anche se le origini possono essersi dimenticate. Molti simboli giapponesi di “buona fortuna” sono ben noti sia in Giappone che in altri paesi, essendo stati trasmessi attraverso l’arte e le credenze religiose. Così la prossima volta che direte “ganbatte” (buona fortuna) ad un amico giapponese, prendetevi un istante per considerare le sue ricche tradizioni

La gru è un simbolo giapponese di buona fortuna.

Maneki Neko (“Gatto della prosperità”)

I gatti della prosperità, o gatti che danno il benvenuto, si trovano spesso in oriente, nelle case come nei negozi. Questa statuina di solito è seduta, con una o entrambe le zampe sollevate. Tipicamente la zampa sinistra sollevata da il benvenuto ai clienti, mentre la destra accoglie i soldi. In entrambi i casi il Maneki Neko attrae buona fortuna.

Il Buddha che ride

L’Hotei o “Buddha che ride,” è un simbolo di buona fortuna condivisa dalla cultura cinese e giapponese.

Questa statua raffigura il Dio della contentezza e della felicità sotto forma di un uomo corpulento e felice, che porta la sua ricchezza in un sacco sulla schiena. Hotei porta con sé diversi simboli di ricchezza che possono essere denaro, cibo o bambini. Si crede che il Buddha che ride porti fortuna a coloro che gli strofinano la pancia.

Shichifukujin

I sette Dei fortunati del Giappone, Shichifukujin, sono simboli di buona fortuna molto rappresentati sugli arazzi, statue e altre opere d’arte. Gli dei sono Ebisu, Benzaiten, Bishamonten, Daikokuten, Fukurokuju, Hotei e Jurojin. Il loro culto è strettamente legato alla pratica del buddismo e del taoismo dai cinesi e indù.

Bambola Daruma

La bambola Daruma è una statua di cartapesta dall’aspetto simile ad un uovo, dal peso calibrato per evitare il ribaltamento. Reca la somiglianza con Bodhidharma, il fondatore del Buddismo Zen. Le bambole vengono acquistate con gli occhi bianchi, la prima pupilla viene aggiunta quando si fissa un obiettivo e la seconda quando si è raggiunto.

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