Sindrome da vita impegnata: ecco come riconoscerla e superarla
Sindrome da vita impegnata: cause, sintomi e rimedi possibili
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Sindrome da vita impegnata: cause, sintomi e rimedi possibili

Ecco quali sono le cause di una sindrome tutta moderna: quella da vita impegnata

Oggi tutti noi viviamo costantemente "connessi" ai media digitali: un surplus di utilizzo di smartphone e strumenti informatici può portare a conseguenze anche serie, come la sindrome da vita impegnata.

Lo stress e l’eccessivo utilizzo di smartphone e altri strumenti tecnologici sono le cause principali di una nuova sindrome riconosciuta di recente da alcuni studiosi scozzesi capeggiati da Angela- Scott-Henderson. Si chiama “sindrome da vita impegnata”, ed anche se non è ancora una patologia ufficialmente diagnosticata (forse lo sarà tra qualche anno), se ci esaminiamo un attimo ci rendiamo conto che quasi nessuno ne è immune, in quanto colpisce in maniera trasversale sia i giovani che le persone di mezza età.

In cosa consiste

Viviamo in un’epoca in cui lo stress è il protagonista in ogni attività che conduciamo: sono sempre di più le persone che si rivolgono ad un terapeuta per uscire dalla spirale di stress in cui sono caduti. La nostra attenzione è costantemente chiamata in causa per controllare lo smartphone, i social network, le mail ricevute, le notizie del giorno. Per compiere queste operazioni più volte al giorno, oltre all’attenzione, viene coinvolta anche la memoria a breve termine, ed anche altre funzioni cognitive come la riflessione e la concentrazione.

In termini di “energia mentale” tutto questo rappresenta una fatica non indifferente. Se questa si è esaurita o volge al minimo, sarà difficile riuscire ad immagazzinare informazioni, registrare messaggi, fissarli nella memoria e richiamarli all’occorrenza. La sindrome da vita impegnata colpisce proprio quando l’energia mentale si esaurisce e possono crearsi vuoti cognitivi e di memoria più o meno gravi.

Come superare la sindrome e lo stress

Il problema principale oggi è quello di voler restare costantemente “connessi”: i media digitali ci uniscono ma paradossalmente ci allontanano sempre di più dai rapporti autentici e “veri”. Alla maggior parte di noi succede di controllare lo smartphone più volte al giorno, ed invece sarebbe utile staccarsi un po’ e recuperare un po’ di sana “disconnessione” sia fisica che mentale. Il suggerimento più semplice è quello di utilizzare meno lo smartphone: potremmo imporci, ad esempio, di accenderlo solo a partire da una certa ora e di spegnerlo quando non si lavora. Potrebbe essere altrettanto utile, per superare la sindrome ed allontanare lo stress, fissare un obiettivo settimanale di ore libere dalla tecnologia, tenendo un diario dei progressi ottenuti volta per volta. Altro consiglio è quello di disattivare le notifiche, in modo da non essere tentati di afferrare lo smartphone tutte le volte che la suoneria ci avvisa del loro arrivo. L’obiettivo deve essere quello di dedicare meno tempo alla realtà virtuale e più tempo ai momenti piacevoli in compagnia (e perché no, anche da una sana solitudine).

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