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Sistemi di sicurezza e dati bancari violati, sgominata banda di hacker

Le indagini della Polizia Postale, coordinate dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti, con la collaborazione della Procura di Roma hanno messo in evidenza una rete di traffici illeciti di dati, informazioni sensibili, password e credenziali di accesso a conti bancari che dall’Italia raggiungeva la Romania.

Dopo le perquisizioni, in manette è finita la mente della banda di hacker che spiava e rubava, per poi commercializzare, gli input di accesso ai sistemi di sicurezza e alle banche dati degli istituti bancari.

Le forze dell’ordine specializzate nel settore, continuano a fare campagne di informazione e prevenzione contro le truffe telematiche, di cui resta vittima soprattutto chi esegue transazioni economiche e compravendite sul web.

Le denunce, quando ci si accorge di conti in rosso (specie su quelli on-line che hanno standard di sicurezza meno elevati) sono spesso troppo tardive; le tecniche per la violazione della privacy e il furto delle password sono varie, e tra le più comuni restano i siti fantasma a cui si accede tramite un email in cui si chiede di immettere account e codici di accesso per risolvere un problema di “home banking”,di accredito o di semplici scadenze.

Cliccando sul link, appare una schermata che informa della mancata riuscita dell’operazione per assenza di connessione. Quello è di solito il passo oltre al quale non si può tornare indietro, e tutti i propri dati personali sono in balia dei truffatori.

Internet resta un grande strumento di informazione e comunicazione, ma proprio per la sua interattività e i rapidi circuiti di connessione che si creano e cancellano in pochi istanti merita un’attenzione particolare. Il “Big Brother” è ovunque, e nella rete ha la sua dimora preferita.


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