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Slitta ancora l’accordo Ue per le nuove sanzioni alla Russia  

Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca chiedono più tempo o garanzie per le alternative: slitta ancora l’accordo Ue per le nuove sanzioni alla Russia  

Ursula von der Leyen

Per la serie “e anche oggi Putin lo sanzioniamo domani” slitta ancora l’accordo Ue per le nuove sanzioni alla Russia, di un giorno ma slitta. Perché? Perché i paesi titubanti sull’approvazione unanime del sesto pacchetto lamentano l’impossibilità di varare contromisure veloci sui rifornimenti di greggio ed una serie di difficoltà logistiche difficilmente sanabili in tempi brevi.

In tema di guerra in Ucraina e contromisure prese dall’organismo guidato da Ursula von der Leyen dunque il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia slitta ancora.

Sanzioni alla Russia, slitta ancora l’accordo

Le misure dovrebbero comprendere l’embargo alle importazioni di petrolio da Mosca. E il Coreper, il comitato che riunisce i rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l’Ue, pare deciderà domani, domenica 8 maggio. C’è scarsa unanimità, poco da fare, e le discussioni tra Commissione, presidenza del Consiglio Ue e Stati membri interessati dalle proroghe non è politica, ma tecnica e logistica.

Non questioni politiche ma problemi tecnici

Nazioni come Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca invocano modalità che permettano di garantire fonti alternative di approvvigionamento ai Paesi che sono più dipendenti dal petrolio russo via oleodotto. Fra tanti problemi da affrontare per esempio c’è l’obbligo di tarare ex novo le raffinerie che “finora hanno lavorato il petrolio proveniente dalla Russia”, cioè con un determinato grado di purezza e viscosità. Senza contare poi che per Paesi che non hanno sbocchi al mare trovare nuovi fornitori non è semplice.

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