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Sondaggio La7: astensionismo in crescita, primo partito
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Sondaggio La7: astensionismo in crescita, primo partito

Sono stati ufficializzati i risultati del sondaggio condotto dal TG di La7 sulle intenzioni di voto degli italiani.
Come sempre, in queste situazioni, si rileva una tendenza alle conferme più che alle sorprese, un modo per dire che il panorama politico non si rivoluziona con troppa facilità.
Il Partito Democratico, ad esempio, si conferma come il primo fra i partiti, con il 32,5% del consenso e, soprattutto (e questa è la vera nota positiva per il partito del premier Matteo Renzi), vanta una crescita di +0,6% rispetto agli ultimi mesi. Sempre negativo, invece, il confronto con le ultime europee, in cui il Pd aveva raggiunto lo strepitoso (e forse irripetibile) risultato del 40% del totale delle preferenze.
Dietro il Pd restano il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo con il 25,9% e la Lega Nord di Matteo Salvini con il 15,1%, che registra però un leggero calo di -0,7%. Stabile Forza Italia, quarta forza del panorama politico italiano, con l’11,6%.
I risultati, fra l’altro, non si discostano molto dalle alle ultime proiezioni dell’Istituto Piepoli, in base alle quali il Pd sarebbe davanti a tutti con il 33% del consenso, seguito dal Movimento 5 Stelle al 25,5%, dalla Lega Nord al 15%, da Forza Italia ferma al 10%, da Sel e Fratelli dItalia al 4% e dal Nuovo Centro Destra al 2,5%.
La sorpresa, se così si può dire, che emerge dal sondaggio di La7 riguarda la crescita dell’astensionismo, che si assesterebbe attorno al 40,8%, diventando così il ‘partito’ più rappresentativo dell’intero elettorato.
Interessanti anche i risultati relativi alla fiducia degli italiani nei leader politici: sarebbe Sergio Mattarella il più quotato, con il 44% delle preferenze, seguito da Matteo Renzi con il 30% e da Matteo Salvini con il 24%.

I sondaggi, si sa, lasciano il tempo che trovano, perché, in politica, a contare davvero è solo il momento del voto vero e proprio, ma una piccola riflessione sulla crescita dell’astensionismo, da parte dei nostri partiti, sarebbe d’obbligo, specie a fronte dell’ultima legge elettorale.

O, forse, la riflessione è già stata, e ha portato proprio alla stesura della nuova legge elettorale.

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